Treviso, lettera a mille prof: «Vaccinatevi». Da settembre lezioni solo in presenza

Appello del provveditore Sardella per convincere i docenti non ancora protetti: «Non stiamo nemmeno pensando alla Dad»

TREVISO. Le scuole trevigiane vogliono ripartire in presenza. Oggi la famigerata Dad (didattica a distanza) è uno spauracchio da evitare a tutti i costi, anzi, per gli istituti della Marca non è nemmeno un’ipotesi sul tavolo. Perché a settembre possano tornare tutti sui banchi, però, è necessario che studenti e docenti aderiscano in modo massiccio alla campagna vaccinale.

Se gli alunni hanno iniziato da poco a iscriversi sul portale dell’Ulss per le vaccinazioni, il personale scolastico avrebbe potuto farlo ormai dallo scorso febbraio, eppure ci sono un migliaio di docenti e collaboratori che ancora non l’hanno fatto. Saranno loro, nei prossimi giorni, a ricevere la lettera-appello che il provveditore Barbara Sardella sta preparando.

verso l’obbligo

L’adesione di professori e personale Ata è massiccia, superiore al 90 per cento se si parla di prime dosi. Ma questo significa che ci sono ancora più di mille lavoratori della scuola non protetti. I dati dell’Ulss 2 sono aggiornati allo scorso 17 luglio: 16.820 docenti e collaboratori coperti con almeno una dose su una platea di 18 mila lavoratori, 14.903 hanno completato il ciclo vaccinale.

Da quel giorno i dati non si sono discostati molto: 1.180 lavoratori della scuola, quindi, devono ancora vaccinarsi. Potrebbe scattare l’obbligo: «Sono assolutamente favorevole alla vaccinazione dei docenti» ribadisce il provveditore Sardella, «l’obbligo è competenza dell’ente politico, ma nel bilanciamento di interessi ritengo che la salute collettiva possa ritenersi prevalente rispetto a una libertà individuale di scelta. Se la diffusione del virus nelle prossime settimane sarà sostenuta, sarò favorevole all’obbligo vaccinale».

lettere e appelli

Per il momento l’unica arma è quella della persuasione. Sardella si è confrontata con il direttore generale dell’Ulss 2, Francesco Benazzi, che le ha chiesto un aiuto per convincere i docenti. «Sto pensando a una lettera condivisa da mandare a insegnanti e personale scolastico» conferma Sardella, «un invito collettivo a vaccinarsi per chi ancora non l’ha fatto. Chi non si è vaccinato rappresenta una percentuale minima del mondo della scuola, ma è comunque una fetta importante di popolazione che se fosse protetta ci aiuterebbe a iniziare l’anno con maggiore serenità e, soprattutto, in presenza. Per ovvi motivi legati alle tempistiche della campagna di vaccinazione, la quota di studenti protetti è ancora molto bassa, ed è quindi fondamentale che i docenti provvedano». Dad e Did (didattica integrata digitale) sono quindi destinate a finire sui libri di storia? «Lavoreremo strenuamente pur di raggiungere l’obiettivo che ci siamo dati, e cioè iniziare la scuola in presenza al 100%. Non stiamo nemmeno parlando di Did. Anche i più dubbiosi guardino a cosa sta succedendo grazie ai vaccini: se la variante Delta non sta creando il disastro che abbiamo visto nell’ultimo anno, è perché ora abbiamo i vaccini a proteggerci».

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