Scandalo mense, negata la liberazione la manager resta agli arresti domiciliari

Il gip respinge l’istanza della 45enne opitergina Ketty Bandiera, accusata di frode in concorso La difesa: «Misura eccessiva, l’accusata ha interrotto i rapporti con Ep e le scuole sono chiuse»

ODERZO

Il gip Matteo Carlisi ha rigettato la richiesta di attenuazione della misura dei domiciliari avanzata, per il tramite dell’avvocato Barnaba Battistella, dalla quarantacinquenne opitergina Ketty Bandiera, addetta alla gestione mense di Ep, indagata nell’ambito dell’inchiesta sulla refezione delle mense scolastiche condotta dai carabinieri del Nas di Udine (che hanno svolto almeno una cinquantina di ispezioni nelle mense e nei centri cottura) e coordinata dal pubblico ministero Elisa Calligaris.


La donna è indagata per l’ipotesi di reato di concorso in frode nelle pubbliche forniture dei pasti nelle scuole primarie di Udine, Varmo, Trivignano, Arta Terme, Rive d’Arcano, Vito d’Asio e, in provincia di Treviso, Cimadolmo, San Polo di Piave e Motta di Livenza. Una decisione che non sorprende il legale della donna, che ha già annunciato di voler presentare nei prossimi giorni istanza al tribunale del Riesame per ottenere una revisione della misura cautelare: «Riteniamo eccessiva qualsiasi misura – evidenzia l’avvocato Battistella – non vediamo quali situazioni favorevoli all’eventuale reiterazione del reato potrebbero essere praticate, considerato che i contratti con Ep sono stati sospesi e che, oltretutto, le scuole sono chiuse». Bandiera peraltro ha già manifestato la volontà di collaborare con gli inquirenti: «La sua è una piena disponibilità, dettata dalla consapevolezza di essere estranea agli addebiti che le vengono contestati», riferisce l’avvocato Battistella.

«Mi sono sempre e solo attenuta alle disposizioni dei miei superiori. Non ho mai pensato che andare al risparmio significasse commettere il reato di frode e quando avevo la percezione che qualcosa non andasse bene mi rifiutavo di farla», aveva detto l’addetta alla gestione mense di Ep, rispondendo a tutte le domande del giudice delle indagini preliminari Piera De Stefani, che lunedì aveva interrogato la donna per rogatoria per conto del gip di Udine che ha emesso le misure cautelari.

Ai domiciliari, in attesa del pronunciamento del Riesame sono anche Massimo Vaccariello, 57enne di Volla, capo della divisione Food service, l’altro direttore d’area, Agostino Cascone, 33 anni, di Sant’Antonio Abate (Napoli) e Pasquale Esposito, 73 anni, di Napoli, fondatore di Ep Spa.

Per il responsabile commerciale per il Nordest della società, Rocco Ruggiero, 53 anni, di Molfetta (Bari) il giudice ha stabilito l’obbligo di dimora nel comune di residenza. —

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