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L’avvocato di Aziz: «Quando è morto in fornace non aveva protezioni»

Aziz Diop e l'avvocato Tino Maccarrone

Sequestrata l’area dell’infortunio mortale. Il legale Tino Maccarrone ha raccolto le testimonianze dei lavoratori e della famiglia

SUSEGANA. È stata posta sotto sequestro l'area delle Fornaci Calce Grigolin in cui è avvenuto l'incidente mortale, costato la vita ad Aziz Diop, 23 anni. La Procura, in attesa di avere la relazione degli ispettori dello Spisal Ulss 2, ha disposto la delimitazione della zona. L'indagine verrà affidata al sostituto procuratore Giulio Caprarola, esperto in materia di infortuni sul lavoro. Le attività lavorative proseguono nello stabilimento Grigolin di via Ex Bombardieri a Ponte della Priula, con la tristezza per la perdita di un giovane. La famiglia Diop, in attesa dell'apertura del fascicolo da parte della magistratura, ha deciso di rivolgersi ad un legale, l'avvocato Tino Maccarrone. E ieri, in Sinistra Piave, altri due infortuni sul lavoro: alla Sole di Oderzo e all’Electrolux di Susegana.

Avvocato, a che punto sono le indagini?

«Attendiamo le verifiche effettuate dallo Spisal, vedremo quali saranno i risultati. Intanto ho incontrato parenti e colleghi di Aziz. Mi hanno mostrato alcune fotografie scattate sul luogo della disgrazia ed ho raccolto alcune testimonianze. Per la verità, non mi risulta che sia stato ancora aperto il fascicolo a distanza di due giorni, la cosa mi ha lasciato perplesso, ancora non ho potuto formalizzare la nomina. Lo Spisal comunque farà il suo percorso, attendiamo l'indagine e gli interrogatori».

Da quanto le è stato riferito dagli altri lavoratori, dove stava lavorando Aziz?

«È caduto da un piano con sotto il vuoto, dove non c'erano balaustre, è come fosse precipitato da una casa in costruzione. Ci sono i segni nella zona in cui stava lavorando, stava usando un’idropulitrice. Si nota che una parte del pavimento pulito, mentre un'altra è sporca. Una caduta da un'altezza di non meno di 15 metri».

Tra le ipotesi c'è quella di un malore al termine del turno. Chiederete degli approfondimenti su questo aspetto?

«Ancora non sappiamo se sarà disposta un'autopsia. Stabilire se il ragazzo abbia avuto un malore, oppure sia scivolato, non riteniamo sia fondamentale, perché nel momento in cui cadi, come lavoratore devi essere tutelato, anche nel caso di un mancamento o una scivolata accidentale.

Non risulta avesse dispositivi di protezione, le misure di sicurezza servono proprio per prevenire eventi straordinari. Non ci si può trovare a quell'altezza senza dispositivi di protezione individuale o misure contenitive. E poi lì c'era della sabbia, un materiale che è di per sé scivoloso. Naturalmente aspettiamo gli accertamenti definitivi da parte dello Spisal».

Quali mansioni aveva Aziz?

«Stiamo cercando di capire con quale contratto fosse assunto. Se fosse confermato che era apprendista, non poteva lavorare da solo».

Aziz era molto conosciuto a Ponte della Priula e nell'azienda lavorano anche il papà e altri parenti. Qual è il loro stato d'animo?

«Il padre è distrutto dal dolore, qui ci sono anche i fratelli ed i cugini, la mamma vive in Senegal. Loro lavorano per mandare i soldi in Senegal, si tratta di una famiglia perbene».

Intanto i familiari chiedono sia fatta chiarezza sulla morte di Aziz.

Fornaci Calce Grigolin Spa, in un comunicato stampa, giovedì ha ribadito il dolore per la scomparsa del dipendente e il cordoglio ai parenti. «Assicuriamo loro vicinanza e sostegno all’intera famiglia anche in futuro», ha spiegato l'azienda, assistita dagli avvocati Enrico Feletto e Fabio Pinelli. «L’azienda – hanno precisato da Fornaci Calce Grigolin - ha sempre integralmente rispettato tutte le normative poste a tutela della salute e sicurezza dei propri dipendenti negli ambienti di lavoro, la cui salvaguardia costituisce, senza tema di smentita, un’assoluta priorità per la proprietà».

Intanto a Susegana continuano le iniziative per ricordare il giovane senegalese. Bambini e maestre del centro estivo “Artistic summer camp” hanno realizzato dei sassolini decorati in memoria di Aziz, che sono stati lasciati in diversi punti del paese. Solidarietà alla famiglia Diop è arrivata anche dai sindacati e lavoratori dell'Electrolux, dove lavora un altro dei fratelli di Aziz. Ieri alla fine del turno è stata proclamata un'ora di sciopero, in memoria del 23enne di origini senegalesi e di Mattia Battistetti, il coetaneo montebellunese deceduto in un cantiere due mesi fa.

«Insistiamo con Cgil Cisl e Uil, serve una mobilitazione generale provinciale per chiedere un cambio di marcia nei controlli – è la sollecitazione delle Rsu - mancano totalmente i controlli e sia gli ispettorati territoriali che gli operatori dello Spisal sono con organici ridotti all'osso e tenuti lontani dai controlli delle aziende».

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