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La furbetta delle multe a Treviso. Oltre 17 mila euro di verbali mai pagati

È la titolare di una azienda di trasporti. Dopo l’accordo per il saldo fatto in tribunale, è “sparita”

TREVISO. Una battaglia legale lunga tre anni è passata attraverso tutti gli uffici amministrativi e legali che ci si possa immaginare. È quella che sta combattendo il Comune di Treviso contro una donna di Vibo Valencia, titolare di una azienda di trasporto ubicata nello stesso comune e destinataria di una sfilza di verbali per sanzioni al codice della strada. Le pratiche si contano a decine basti pensare che l’intero ammontare del dovuto all’amministrazione comunale, o per meglio dire alle casse della polizia locale, ammonta a oltre 17.000 euro.

Il Comune si è rivolto al tribunale di Treviso quando ha iniziato a registrare che dalla Calabria non c’era alcuna intenzione di saldare le multe. Poi se rivolto anche all’agenzia delle entrate per riuscire a incassare almeno parte delle sanzioni spaccate, pare, dagli autovelox un servizio lungo la tangenziale che avrebbero fotografato più e più volte i mezzi dell’azienda a velocità superiore al consentito. Tutto inutile nonostante i continui solleciti e le richieste di pagamento.

Alla fine, circa un anno fa, la pratica che era diventata un faldone sembrava essere arrivata alla svolta definitiva. Dopo l’avvio di una procedura esecutiva: la donna si è infatti resa disponibile a versare al Comune di Treviso 17 rate per saldare i suoi conti entro il giugno del 2021.

Tutto bene se non fosse che la promessa, ufficializzata davanti al giudice, non si è mai trasformata in realtà e nonostante i ripetuti solleciti il Comune si è ritrovato ancora una volta ad andare alla caccia dei soldi.

Stavolta però Ca’ Sugana ha deciso di usare le maniere forti e ha incaricato l’ufficio notifiche esecuzioni e protesti del tribunale di Vibo Valentia di avviare le procedure per il pignoramento di beni mobili e immobili intestati alla donna.

Non riuscisse nemmeno in questo arrembaggio, l’amministrazione potrebbe dover annoverare i 17 mila euro tra i crediti di “difficile esigibilità” che purtroppo rappresentano un calderone milionario nel bilancio del Comune di Treviso, come di altre amministrazioni.

Basti pensare che solo nel 2020, per varie ragioni, i trevigiani hanno lasciato un “chiodo” da circa 2,9 milioni di euro alla voce “multe”. Un buco causato da circa 11 mila verbali staccati nel corso dell’anno passato dalla polizia locale e mai saldati. Un bell’ammanco, che si è andato a sommare alla già pesante riduzione degli introiti legata al Covid e che per il Comune ammonta tra i 9 e i 10 milioni di euro in meno.

Così, dopo aver atteso invano, fatto un bilancio a metà marzo, il Comune ha dato il via libera alla Maggioli (la società che si occupa delle riscossione), di spedire 7.868 avvisi di pagamento, pari al numero di automobilisti cui fanno capo le 11 mila sanzioni. Inviti “bonari”, che l’amministrazione ha fatto prima di passare alle maniere forti, ovvero aprendo i ruoli di riscossione ora allo studio.

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