Contenuto riservato agli abbonati

Critiche all’abuso di pesticidi e fitofarmaci sul Prosecco. Il vescovo si schiera con i suoi sacerdoti

Monsignor Pizziolo: « Salute e ambiente sono preoccupazioni condivisibili». La Pastorale sociale e del lavoro incontra i sindaci della zona

FOLLINA. Il vescovo di Vittorio Veneto, monsignor Corrado Pizziolo, scende in campo a sostegno dei parroci e dei diaconi che hanno raggiunto i propri fedeli con una lettera aperta contro l’abuso di fitofarmaci e di pesticidi nelle coltivazioni agricole, in particolare quelle del Prosecco. Nel dibattito ieri si era inserito dalle nostre colonne anche il sociologo Renzo Guolo, che aveva definito un “grido d’allarme alto”, nel silenzio (o quasi) della politica, la presa di posizione dei prelati.

«CONTENUTI CONDIVISIBILI»

Lo fa ufficializzando la sua posizione attraverso le pagine de L’Azione, il settimanale della diocesi, che pubblica integralmente anche la lettera che tanto dibattito sta suscitando. «Ho letto la lettera dei preti dell’unità pastorale dell’Abbazia sull’uso dei fitofarmaci ed è comprensibile che questo tema stia loro particolarmente a cuore. Mi sembra che si tratti di contenuti sostanzialmente condivisibili, portati avanti in diverse occasioni anche da L’Azione» afferma il vescovo, lasciando capire che non si tratta di un’espressione spontanea, improvvisa, ma meditata, per cui il problema posto è da tempo complesso e sofferto dalle comunità locali. Il vescovo ritorna, fra l’altro, sulla vicenda di Premaor, da cui è scaturita l’indignazione degli uomini di Chiesa.

IL CASO PREMAOR

«In particolare l’idea che non tutto ciò che è legittimo o legale sia anche opportuno e giusto attuarlo è il contenuto dell’editoriale di domenica 13 giugno che trattava esattamente del caso di Premaor, citato nella lettera» ricorda il vescovo, con riferimento al giornale diocesano. «Tra l’altro, quella di un sano e corretto rapporto con la terra è una delle preoccupazioni portate avanti anche dall’Ufficio diocesano di Pastorale sociale, che si sta impegnando da tempo in un tavolo di dialogo tra produttori, rappresentanti di associazioni ambientaliste e autorità del territorio.

In questo senso – aggiunge il vescovo Pizziolo - ritengo, come afferma l’editoriale citato ma come auspica anche la lettera dei preti, che non ci sia altra strada se non quella di avviare un dialogo reale tra le parti che sappia cogliere le esigenze di chi vuole mettere a frutto il proprio lavoro di coltivatore ma anche le preoccupazioni di chi ha a cuore la salvaguardia della salute e dell’ambiente». E proprio nel vortice delle polemiche, con i parroci redarguiti dalle categorie economiche, la Pastorale sociale e del lavoro ha tenuto, a Conegliano, un incontro con i sindaci in particolare sull’uso e l’abuso delle sostanze chimiche. Il glifosato, si sa, è stato bandito dal Consorzio Prosecco Conegliano-Valdobbiadene Docg, ma ci sono produttori che lo usano ancora.

Il fatto è che manca una vigilanza sul rispetto del Regolamento di polizia rurale sottoscritto dai Comuni del territorio.

LA PASTORALE E I SINDACI

La Pastorale sociale e del lavoro, che ancora due anni fa ha promosso un tavolo di lavoro su questi temi, sta perfezionando un documento conclusivo che sostanzialmente recepirà le preoccupazioni dei parroci. E dello stesso vescovo che le ha fatte proprie.

Video del giorno

Spagna, l'eruzione del vulcano a La Palma: lava e pioggia di lapilli. Non succedeva al 1971

Barbabietola con citronette alla senape e sesamo

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi