Aziz, la rabbia dei colleghi «Rischiamo tutti i giorni di non tornare a casa»

Grigolin, sit-in di operai e familiari «Lavoro pericoloso, lui non era protetto» L’azienda replica: «Abbiamo sempre rispettato tutte le norme di sicurezza» 



«Rischiamo di morire ogni giorno, come il nostro collega Aziz». Un presidio per chiedere prevenzione e maggiore sicurezza sui luoghi di lavoro: ieri mattina Cgil Cisl e Uil hanno manifestato all’esterno delle Fornaci calce Grigolin. È lì che i rappresentanti sindacali hanno incontrato parenti, colleghi e amici di Aziz Diop, 23enne morto sul lavoro mercoledì pomeriggio dopo essere caduto da una scala. «Stiamo morendo qui, i neri fanno lavori pericolosi, anch’io se chiedo un paio di scarpe devo aspettare due mesi e me le devo comprare per continuare a lavorare», denuncia Modou, cugino del giovane deceduto, anche lui dipendente della stessa azienda. «È giusto secondo voi?» la domanda che rivolge ai sindacalisti.




«Aziz non aveva cinture e non aveva casco, vuol dire che era senza sicurezza» ha affermato il cugino alle forze sociali, dichiarazioni che dovranno trovare conferma in fase di indagine. «Lui era uno bravo, un giovane di 23 anni non può morire così». L’ultimo collega che aveva parlato e visto Aziz era un connazionale. «Stava lavando un piano – racconta Matar – il piano non aveva parapetto, stava lavando con una pistola a pressione, quando parte la pressione è forte. Lui era un ragazzo magro, forse anche la stanchezza ha inciso». Amici e colleghi ieri hanno deposto un mazzo di fiori nel luogo della tragedia. Mauro Visentin, segretario Cgil, si è lamentato della scarsa adesione dei colleghi italiani di Aziz.



L’azienda sottolinea il rispetto delle norme di sicurezza. «Fornaci Calce Grigolin ha sempre integralmente rispettato tutte le normative poste a tutela della salute e sicurezza dei propri dipendenti negli ambienti di lavoro, la cui salvaguardia costituisce un’assoluta priorità per la proprietà» osservano gli avvocati Enrico Feletto e Fabio Pinelli. «Sulla dinamica del sinistro, si ritiene maggiormente rispettoso nei confronti dell’autorità giudiziaria non esprimere, per il momento, alcuna valutazione, in attesa degli esiti dei dovuti accertamenti disposti».



L’azienda, di cui è rappresentante legale Maurizio Grigolin, ribadisce la vicinanza alla famiglia Diop. Una quindicina di persone del nucleo familiare lavorano per la ditta. «Assicuriamo la loro vicinanza e sostegno all’intera famiglia anche in futuro» spiegano da Fornaci Calce Grigolin. «La società tiene particolarmente a sottolineare che le comunità presenti in azienda sono sempre state agevolate nell’inserimento non solo lavorativo ma anche nella collettività, fornendo loro, oltre all’occupazione, anche un’abitazione e la possibilità di ricongiungimenti familiari». Secondo i primi accertamenti svolti mercoledì da carabinieri e Spisal, l’operaio è precipitato da una scala, cadendo per una ventina di metri, all’interno del forno.



I responsabili del dipartimento dell’Ulss 2, Servizio prevenzione sicurezza e igiene ambienti di lavoro, sono tornati ieri per esaminare il luogo della tragedia. Il 23enne senegalese aveva incominciato il turno come ogni mattina. Il padre Anta Cheikh, dipendente da tanti anni della Grigolin, l’aveva visto alle 10. 30. Il giovane non era ritornato per pranzo a mezzogiorno. Alloggiava nel caseggiato dove vivono diversi operai, nell’area produttiva, a poche decine di metri da dove si è verificata la tragedia. A scoprire il corpo esanime è stato un addetto delle sale di controllo. Poco dopo è arrivato il papà, disperato.



Aziz Diop aveva la stessa età di Mattia Battistetti, 23 anni. Mattia era rimasto schiacciato sotto un carico, in un cantiere edile a Montebelluna lo scorso 29 aprile. Oggi le Rsu Electrolux hanno indetto un’ora di sciopero in memoria dei giovani deceduti sul lavoro. Uno dei fratelli di Aziz lavora in una catena di montaggio dell’Electrolux. «Precari, poca formazione, zero tempo per imparare, tanto sfruttamento e nessuna seria sicurezza, basta strage di operai per il profitto», sostengono le Rsu Electrolux, che chiedono a Cgil, Cisl e Uil di indire uno sciopero generale e domandare un rafforzamento dei controlli. —



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