Contenuto riservato agli abbonati

Vendevano falso Champagne fatto con il vino di Conegliano

La polizia economico finanziaria di Napoli ha sequestrato 10 mila bottiglie di Champagne che in realtà contenevano Prosecco realizzato nella Marca

TREVISO. Prosecco venduto come Champagne. Di fronte al tenente della finanza che a Caserta sequestrava bottiglie ed etichette false uno degli autori della frode si è giustificato così: «Ma guardi che è Prosecco di ottima qualità, proprio del Veneto, mica gli vendiamo una schifezza». Prosecco buono probabilmente sì, ma in ogni caso Champagne di sicuro no.

Nel complesso i finanzieri del Nucleo di polizia economica finanziaria di Napoli hanno sequestrato circa 10 mila bottiglie da 0.75 litri, e molte di queste – quante lo si sta verificando in queste ore – proprio di Prosecco, acquistato in aziende vitivinicole di Treviso e in particolare di Conegliano.

Il sequestro delle bottiglie di Prosecco è uno dei tasselli dell’indagine “Bad Drink” coordinata dalla procura della Repubblica di Napoli Nord che ha scoperto - tra l’altro - l’illecito utilizzo, per la produzione di bevande alcoliche come limoncelli e amari, di alcol destinato a fini industriali e di sanificazione, con un concreto rischio per la salute dei consumatori. E nel sequestro è finito anche olio di semi di girasole, trattato con un colorante, spacciato per olio extravergine. Sono più di venti gli indagati, quasi tutti residenti nell’agro nocerino-sarnese (Salerno), che aveva i depositi di bevande adulterate e contraffatte tra le province di Caserta, Napoli e Salerno.

Un’organizzazione ha evaso in modo massiccio le tasse, in particolare le accise, visto che l’alcol per disinfettare non è soggetto al pagamento dell’imposta quando viene introdotto in Italia, ma il prodotto veniva poi utilizzato per le bevande alcoliche. Per la procura diretta da Carmine Renzulli, l’associazione criminale avrebbe anche contraffatto sigilli di Stato e generi alimentari di prima necessità. In totale sono stati sequestrati 2800 litri di alcol, numerose confezioni di vini e Champagne, oltre 9mila bottiglie di liquori e 900 bottiglie di olio extravergine d’oliva oltre a 300mila fascette false delle migliori marche di bevande che venivano apposte sulle bottiglie.

A un indagato sono stati sequestrati soldi e titoli. Se per l’olio e la produzione di alcolici si può parlare anche di un vero e proprio rischio per la salute, per ciò che riguarda il prosecco trasformato in Champagne il rilievo maggiore riguarda la frode.

L’inchiesta, realizzata dalla finanza con gli ispettori dell’Unità investigativa centrale dell’Ispettorato centrale repressioni frodi (ministero Politiche agricole) ha permesso di verificare che i truffatori compravano il Prosecco da aziende venete (all’oscuro di tutto) e poi negli stabilimenti lo travasavano o cambiavano l’etichetta: et voilà, ecco pronte le bottiglie di Champagne delle cantine francesi più diffuse e più comuni in Italia.

Nelle stabilimento non è stata trovata documentazione contabile o extra-contabile, bisognerà quindi capire quali fossero i canali di vendita, e come le bottiglie raggiungessero i consumatori.

Video del giorno

L'Aquila, abbattuto il Viadotto Cerqueta sulla A24: la demolizione controllata vista dal drone

Granola fatta in casa

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi