Contenuto riservato agli abbonati

Una vita in prima linea contro il cancro a Treviso. Il primario Alessandro Gava va in pensione

A novembre lascerà il Ca’ Foncello. Messaggi di gratitudine dei pazienti. Dal 1992 è presidente della Lilt di Treviso

TREVISO. All’ingresso del suo reparto fa capolino un libro dei ringraziamenti che raccoglie i pensieri spontanei dei pazienti. Basta sfogliarlo per rileggere l’affetto e la stima che migliaia di malati e familiari hanno rivolto al dottor Alessandro Gava, da tredici anni primario della Radioterapia Oncologica dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso. Il prossimo primo novembre, all’età di 66 anni, Gava lascerà il reparto per andare in pensione.

Un centro di eccellenza

Non un reparto “facile” per chi vi entra con una diagnosi di cancro e mille paure. Ma ad attendere i pazienti ci sono sempre stati il sorriso rassicurante e i modi gentili del dottor Gava. Ora il senso di vuoto per la sua prossima partenza e di gratitudine per il tempo trascorso insieme già si percepiscono fra collaboratori e assistiti.

«Fin dagli studi universitari in Medicina ho coltivato un interesse prioritario per la patologia neoplastica, con la consapevolezza che la guarigione dei tumori costituisse la principale sfida dei medici della mia generazione» ha detto il dottor Gava, ripercorrendo il percorso professionale, di studi e ricerca, che lo ha portato nel 2008 alla guida dell’unità radioterapica trevigiana. Un centro di eccellenza che ogni anno cura oltre 2.500 pazienti, e che è riuscito nel tempo a contrastare il cancro garantendo migliori tassi di sopravvivenza ai malati.

Il binomio

Il progresso tecnologico, legato a doppio filo alle campagne di prevenzione: è il binomio in cui il primario Gava ha sempre creduto. Riguardandosi indietro, si coglie la soddisfazione di aver aperto la strada a un approccio innovativo che vede la terapia andare a braccetto con l’umanità della cura: «Ho sempre cercato di coniugare l’impegno scientifico con l’attenzione ai problemi emotivi e psicologici che la malattia tumorale determina nell’ammalato e nei suoi familiari». Una sensibilità verso il prossimo che dal 1992 lo vede presidente della Lega italiana per la lotta contro i Tumori (Lilt) di Treviso, fondata insieme al professor Pietro Patrese per abbattere lo stigma che la parola tumore portava con sé e per supportare la diagnosi precoce e l’adesione agli screening oncologici.

L’equipe

Il dottor Gava saluta il suo reparto orgoglioso dell’équipe che ha creato e forte della spinta data sul piano dell’aggiornamento scientifico per trattare i tumori al seno, al polmone, al colon, al cervello. «Abbiamo sempre cercato di seguire le importanti innovazioni tecnologiche che la nostra disciplina mette a disposizione dei pazienti e abbiamo instaurato collaborazioni con i principali Centri nazionali per la cura dei tumori». Resta un’eredità importante da coltivare riconosciuta in primo luogo dai suoi pazienti.

«Grazie»

Nel libro dei ringraziamenti Anna scrive: «A parte il problema è stata per me un’esperienza inaspettata. Il dottor Gava e tutto il reparto sono stati la mia famiglia. Stupendi, professionali e amorevoli. Grazie». 

Video del giorno

Tokyo 2020, Federica Pellegrini scatenata su Instagram: ecco il suo balletto con Martina Carraro

Gazpacho di anguria, datterini e fragole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi