«Mio marito irrora veleni» In un anno oltre 70 denunce

Uno sportello raccoglie le segnalazioni dei residenti esasperati per i trattamenti C’è chi si è lamentato dell’uso smodata di pesticidi da parte di altri familiari

Il cicloamatore che arrampica fra le rive ed è costretto a farsi la doccia: non di acqua ma di prodotti fitosanitari. Protesta e il contadino, vestito da astronauta, gli alza il dito medio. La signora abita in una casa a schiera, si è fatta il giardinetto per respirare a pieni polmoni, soffrendo di una particolare patologia che le ha fatto investire un sacco di soldi per la rigenerazione dell’aria all’interno dell’appartamento; arriva il “temporale” pompato dal vicino, all’improvviso, cerca di protestare, ma niente da fare. Si chiude in appartamento, ma sta male fino a dover ricorrere al pronto soccorso.

la protesta di mamme e papà


I volontari del Comitato Marcia Stop Pesticidi hanno raccolto, in un anno e mezzo del loro sportello, oltre 70 di queste segnalazioni. «Le denunce ci arrivano soprattutto da mamme con bambini» riferisce Renato, uno degli sportellisti. «Anche da padri, quando la partita si fa pesante: si segano gli alberi e compare un nuovo vigneto, in particolare allorché grandi macchine provvedono a ciclopici spostamenti di collina».

agricoltori e terzisti

Segnalazioni che arrivano da tutta Italia, ma si concentrano nel territorio del Prosecco, come testimonia sempre Renato. Il quale precisa: «Non tutti sono proseccari “cattivi”, ci sono vignaioli coscienziosi, che annunciano per tempo l’irrorazione e spiegano di che cosa innaffieranno le loro proprietà, precisando anche per quanto tempo la loro riserva rimarrà inaccessibile. Ma alcuni terzisti in particolare, che lavorano a cottimo, operano senza precauzioni.

moglie e marito

Uno dei parroci che hanno scritto la lettera aperta che tanto ha fatto discutere testimonia di essere rimasto «letteralmente scosso» da una signora, neppure di una delle sue cinque parrocchie, che si è recata piangendo in canonica e gli ha chiesto aiuto per convertire il marito alle buone pratiche. «Non ne posso più, sono allarmata – gli ha confessato la donna, che abita sulle famose rive dell’agricoltura eroica – perché mio marito va ad acquistare i prodotti in Slovenia, perché qui in Italia sono proibiti. E in famiglia, io e i ragazzi, non sappiamo neppure di che cosa si tratta, quanto siano velenosi». «I fitofarmaci, i pesticidi, per quanta buona volontà ci mettano i Consorzi di tutela, stanno lacerando tante nostre famiglie» ammette don Maurizio Dassie, parroco di Miane.

chi controlla?

«Le giovani famiglie reagiscono» ammette Renato, «i nonni, i genitori anziani, invece, no; non telefonano mai. Per tanti di loro i trattamenti sono indispensabili». Il Glifosato è stato cancellato. Altri prodotti sarebbero stati vietati. I regolamenti di polizia rurale sono severissimi. «È in parte vero – riconosce Renato – però nessuno controlla». Chi poteva fermare ieri l’astronauta – o il palombaro? – che trattava lungo le strade di Soligo, con la botte piena di chissà che cosa e, conciato com’era, rappresentata un pericolo pure per la strada? Queste sono giornate di particolare irrorazione. Puoi svegliarti al mattino, magari dopo una notte insonne, col rumore esterno dei trattamenti; apri la finestra - come spesso accade a san Pietro di Feletto – e non la richiudi ti arrivano in camera gli spruzzi.

puzza di chimica

«Una puzza di chimica che ammorba l’aria delle nostre colline Unesco» sottolinea ancora Renato. Ma le segnalazioni che arrivano quasi ogni giorno, in questa stagione, allo sportello del Comitato “Marcia Stop Pesticidi” sono spesso, in realtà, la richiesta di consigli pratici: dalle informazioni sugli estremi di denuncia ai medicinali da utilizzare in caso di necessità. «Diciamolo una buona volta: i medici e lo stesso pronto soccorso – conclude Renato – non hanno delle linee guida e spesso si limitano a suggerire le tradizionali medicine o terapie. È mai possibile che non si prenda atto di questa nuova emergenza?». Al di là, ripetiamo, di tutte le disposizioni, anche vincolistiche, che i Consorzi di tutela si sono dati, ormai da anni. Lo sportello è contattabile all’indirizzo Sosterritorio@gmail.com o al numero 3703781834.



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