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Elementari Don Milani a Treviso, ripartono i lavori. Biasuzzi dopo la ditta cacciata per mafia

Ha vinto la gara per l’adeguamento antisismico con un ribasso del 4 per cento. Lm Group aveva preso l’appalto con il meno 21 per cento

TREVISO. Ripartono i lavori delle scuole don Milani di San Zeno. Dopo lo stop arrivato a gennaio per l’interdittiva antimafia della prefettura, è stato affidato l’appalto per l’adeguamento antisismico del plesso. Dovrà invece ancora attendere l’ampliamento della scuola elementare, che resta bloccato, e lo sarà ancora per settimane, dopo che Lm Group ha dovuto lasciare il cantiere appena ricevuto l’interdittiva. A vincere la gara d’appalto da 2,3 milioni è stata la Costruzioni Generali Biasuzzi di Ponzano, che ha offerto un ribasso d’asta minimo, appena il 3,99%.

Ben altre percentuali rispetto a quelle che aveva offerto il Consorzio Stabile LM Group nel 2020 per l’ampliamento delle Milani stesse, un 21,17% di ribasso che però non era stato giudicato anomalo. Comunque quando si parla delle scuole Don Milani nulla sembra filare liscio.

Il Comune per l’adeguamento antisismico ha invitato dodici aziende a presentare le offerte: appena due quelle che hanno poi partecipato. La Biasuzzi appunto, e la Deon di Belluno. È il risultato anche dei rincari delle materie prime che stanno rendendo i progetti sempre più costosi, rispetto a quando sono stati fatti i capitolati d’appalto. Ma non è semplice nemmeno sbloccare l’ampliamento delle scuole elementari.

I lavori da quasi un milione di euro erano stati affidati alla Lm Group oltre un anno fa, che però ha realizzato solo una parte del cantiere. A fermare tutto a gennaio è arrivata l’interdittiva antimafia, innescata da un provvedimento gemello emesso mesi prima dalla prefettura di Bologna, che aveva fermato il consorzio Ebg Group. Ne sono derivati alcuni provvedimenti a cascata volti a fermare le società costituite da Nicola Messina o a lui legate, che sono state ritenute dalle prefetture influenzabili dalla criminalità organizzata, in particolare dal clan dei casalesi.

Gli ultimi due provvedimenti avevano riguardato proprio Treviso, con le interdittive al consorzio La Marca e appunto al Lm Group che stava lavorando nella scuola di San Zeno. Un caso che ha creato scossoni a Ca’ Sugana, soprattutto perché l’amministratrice unica di Lm Group era – ed è tuttora – Sabrina Pisano, candidata a sostegno del sindaco Conte nel 2018; così come Valeria Cacciolato amministratrice del Real Europe Group, altro sodalizio legato a Nicola Messina e oggetto di interdittiva antimafia. Fatto sta che da quel momento nessuno ha più voluto entrare nel cantiere delle Don Milani.

Il Comune per accelerare i tempi ha provato a scorrere la graduatoria di quella gara d’appalto, ma la seconda e la terza hanno rifiutato. A quel punto si è fatta avanti l’ipotesi di modificare l’appalto per l’adeguamento antisismico inserendo anche il completamento dell’ampliamento. Ma i tempi non l’hanno consentito.

Ci vorranno ancora settimane per definire la qualità di ciò che ha realizzato la Giudice Costruzioni di Gela, in subappalto per Lm Group, prima di poter indire una nuova gara. I lavori per l’adeguamento antisismico però saranno molto lunghi, 540 giorni, entro i quali Ca’ Sugana conta di sbloccare anche il cantiere fermato dalla prefettura.  

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