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Si è spento Orso, ex direttore dell’Ulss 7. Inventò la moderna cittadella sanitaria

Aveva 84 anni. Negli anni Novanta fu artefice di importanti innovazioni per l’ospedale e i distretti. Zambon: «Professionista onesto con una sensibilità particolare per il sociale e attenzione ai pazienti»

CONEGLIANO. Si è spento nella sua abitazione di Parè Attilio Orso, già direttore generale dell’azienda sanitaria Ulss 7 di Pieve di Soligo. Aveva 84 anni. Nell’aprile scorso gli era stata diagnosticata una grave malattia. Lascia la moglie Maria Rosa, i figli Paolo, Roberta e Katia, e i nipoti Nicola, Emily e Anna. Il funerale sarà celebrato giovedì, alle ore 10.30, nella chiesa parrocchiale di Parè; sarà preceduto dalla recita del rosario.

«Nostro padre era di umili origini, e proprio per questo era orgoglioso della sua laurea in giurisprudenza conseguita a Padova – ricordano i figli - era molto dedito al lavoro, oltre che alla famiglia. La parola data per lui era sacra e nella professione cercava sempre di aiutare coloro che si trovavano in difficoltà». Segretario comunale in numerosi municipi, prima di arrivare a Conegliano, fra gli anni ’90 e 2000, Orso era stato direttore amministrativo nelle aziende sanitarie di Feltre e Valdobbiadene, nonché amministratore straordinario in quella di Thiene.

«A Conegliano è stato lui – ricorda l’ex sindaco Floriano Zambon – ad immaginare e volere l’ospedale nuovo, realizzato fino ad oggi in una prima parte. Orso aveva sognato e progettato la “cittadella della sanità”, recuperando a distretto sanitario l’ex caserma San Marco. In seguito, le scelte progettuali risultarono diverse, ma la sua “vision” era probabilmente la più puntuale». C’è un primario, che ha operato in quegli anni a Conegliano, che ricorda ancora la sua severa reprimenda a seguito di un trattamento non del tutto adeguato nei confronti di una paziente. Ci sono ex impiegati che ricordano ancora il “no” di Orso alla loro richiesta di avere i primi climatizzatori, mentre lui aveva deciso di farli installare nelle camere dei malati.

Dotato del primo cellulare da parte dell’amministrazione sanitaria, il direttore cercava sempre un telefono pubblico quando doveva chiamare a casa o fare delle telefonate private. «Questo – commentano i figli – a dimostrazione della sua profonda onestà». Orso era nato a Loria, ma fin dal 1975 era venuto a risiedere a Conegliano, dove ha operato anche presso le Opere Pie. «Si sentiva uomo e amministratore del territorio, le sue attenzioni - testimonia ancora Zambon,- miravano alla protezione dei servizi. È a lui, ad esempio, che si devono i primi Ceod per l’accompagnamento dei disabili. Aveva una sensibilità del tutto particolare per il sociale».  

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