Contenuto riservato agli abbonati

Caos Green pass nel Trevigiano. Pochi sms arrivati call center muti e file in farmacia

Raffica di segnalazioni: «Mai ricevuto il codice ministeriale». I farmacisti: «Non siamo tenuti a stamparlo noi per tutti»

TREVISO. Sono quasi 400 mila i trevigiani che hanno diritto al “Green pass”, ma sono molti di meno quelli che hanno ricevuto il messaggino del ministero con i codici per scaricarlo. Impossibile quantificarli, ma ora che il Green pass si appresta a diventare un’esigenza imprescindibile per molte attività quotidiane, le segnalazioni fioccano. Il “piano B”, nel caso l’sms non arrivi, è andare in farmacia e chiedere di stamparlo: anche in questo caso, però, i farmacisti trevigiani frenano, ricordando che non è un loro dovere farlo.

Le denunce

Silvia è una cittadina del capoluogo che ha completato il ciclo vaccinale il 28 maggio 2021 e sta ancora aspettando l’sms da Roma. «Come molte persone che si sono vaccinate con le mie tempistiche, non ho ancora ricevuto l’sms con i codici per scaricare il Green pass» ci scrive Silvia, «contattare i vari call center è impossibile, per non parlare delle e-mail. Sono consapevole che ci sono altri modi per ottenere il certificato (app Io, farmacia, Spid), ma io vorrei ricevere l’sms come tutti». In particolare, segnalazioni del genere sono più frequenti tra chi ha ricevuto la seconda dose prima di metà giugno, per gli altri le tempistiche di ricezione dell’sms sembrano più rapide. «Alla fine ho scaricato il Green pass in farmacia» conclude Silvia, «ma è quello cartaceo, se mi servisse quello digitale non saprei a chi rivolgermi. I canali del ministero continuano a non darmi risposte».

Le farmacie

E allora succede che, in attesa di ricevere l’agognato sms, i trevigiani si riversino in massa in farmacia. «Il numero di richieste che ci arrivano ogni giorno è enorme» conferma Franco Gariboldi Muschietti di Farmacieunite. E chissà cosa potrebbe succedere ad agosto, quando migliaia di cittadini con le ferie già prenotate non avranno ancora ricevuto l’sms e dovranno prendere un treno il giorno seguente. «Peccato che noi farmacisti abbiamo scoperto solo dalla televisione della possibilità che fossimo noi a stampare i certificati» continua Muschietti. «A noi, invece, non risulta alcun obbligo».

I dubbi

La questione - ancora una volta - è complessa. «Il Decreto Legislativo 52 sembra voler limitare l’obbligo per ciascuna farmacia alla messa a disposizione dei Green pass ai soli cittadini che si fossero sottoposti a vaccinazione o a tampone presso la farmacia stessa. Quindi, in sintesi, sono tenuto a stampare il Green pass, senza costi aggiuntivi, solo a chi si è vaccinato o ha fatto un tampone nella mia farmacia. In tutti gli altri casi, non esisterebbe alcun obbligo. Abbiamo chiesto chiarimenti al ministero, perché ci rendiamo conto che la procedura per scaricare da soli il documento è spesso complicata». Le farmacie trevigiane per ora stanno andando ben oltre i loro obblighi, e quasi tutte sono disponibili a stampare il certificato. È chiaro che la situazione va risolta prima del presunto “assalto” agostano.

Mamme e bimbi

Ieri, dal suo profilo Facebook, una consigliera comunale di Giavera, Erika Franceschini, ha sollevato un altro problema: «Mentre decidete per il Green pass, ricordatevi che le donne incinte e i bambini il vaccino non lo possono fare, senza contare tutti quelli che non possono per patologie. Dal 26 che facciamo? Ci chiudiamo in casa o viviamo in coda a fare tamponi?». In realtà le donne in gravidanza possono sottoporsi al vaccino, e i bambini sotto i 6 anni non hanno obbligo di Green pass. Ma le eccezioni sono tante e, soprattutto, non tutti possono essere costantemente aggiornati. 

Video del giorno

Tokyo 2020, Federica Pellegrini scatenata su Instagram: ecco il suo balletto con Martina Carraro

Gazpacho di anguria, datterini e fragole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi