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Diciottenne positivo dopo la partita di calcetto: a Treviso 150 persone in isolamento

Il caso dopo il calcetto con gli amici, quaranta famiglie bloccate, tampone a tutti: «Così è esagerato»

TREVISO. Diciottenne positivo dopo la partita di calcetto a Sant’Angelo, quaranta famiglie del capoluogo finiscono in quarantena. L’ipotesi è che si tratti di variante Delta, l’azienda sanitaria trevigiana sta effettuando i controlli e ha deciso di “cordonare” con il massimo della severità la rete delle persone che sono entrate in relazione con il 18enne contagiato nei giorni scorsi.

Sono oltre 150 i cittadini che sono stati messi in isolamento a titolo precauzionale, con l’intenzione da parte del tracciatore della Prevenzione di scongiurare il rischio che la partita di calcetto possa accendere un nuovo focolaio di coronavirus.

MALUMORE TRA LE FAMIGLIE

«Siamo stati tutti classificati come contatti stretti del giovane, anche chi non ha avuto rapporti così prolungati e ravvicinati con lui» racconta un genitore, senza nascondere una punta di sconforto visto che molte famiglie stavano preparandosi per andare in ferie. «Il tracciamento si è basato solo sulle dichiarazioni del ragazzo, senza interpellare le famiglie coinvolte che ora sono tutte bloccate, senza possibilità di dire la loro e senza distinzione di sorta» segnala un gruppo di mamme e papà raggiunti nei giorni scorsi dal provvedimento di quarantena della durata di dieci giorni. La prima tornata di test rapidi sarebbe risultata per tutti negativa, ora si attendono gli esiti dei tamponi molecolari già effettuati. «Non tutti i responsi stanno arrivando nell’arco di 72 ore, e questo sta creando non pochi disagi. Ci stiamo trovando davanti al muro di gomma dell’autorità sanitaria che non sta rispondendo alle nostre domande, specie per quanto riguarda il modo in cui sono stati emanati i provvedimenti di quarantena, dato che per alcuni dei destinatari i contatti con il positivo sono stati davvero ai minimi termini» evidenziano i genitori in isolamento a casa assieme ai figli.

LE REGOLE ANTI-CONTAGIO

La normativa anti-coronavirus attualmente in essere è stata ricordata nei giorni scorsi dal direttore generale dell’Ulss di Marca Francesco Benazzi. Ai contact tracer dell’azienda sanitaria spetta il compito di valutare attraverso una serie di domande e di classificare in modo "inappellabile" i cosiddetti contatti stretti del positivo, che sono stati esposti al rischio infettivologico. In questo senso anche la vaccinazione contro il coronavirus offre una protezione importante ma non totale. «La persona che ha ultimato il ciclo completo della vaccinazione gode del vantaggio di non sviluppare la malattia in forma grave» puntualizza il dg Benazzi «ma in caso di contatto stretto con un positivo, vige l’obbligo della quarantena». Il vaccino evita le forme serie dell’infezione e abbassa il rischio di contagiarsi ma non annulla la possibilità di infettare gli altri, da qui il mantenimento della quarantena.Valentina Calzavara

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