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Una vita tra i libri: è morta Franca Ripa, anima e colonna delle librerie Lovat

Franca Ripa

Commosso lo staff: «Eri una donna forte, coraggiosa, seria».  Il funerale venerdì, nel giorno del suo 81esimo compleanno

VILLORBA. Una vita tra i libri. È scomparsa a 80 anni Franca Ripa (ne avrebbe compiuti 81 venerdì), originaria di Asiago, vedova di Adamo Lovat, fondatore dell’omonima libreria. Un’avventura imprenditoriale legata a doppio filo a Villorba, una passione che riporta alla mente il Centro servizi biblioteche inaugurato negli Anni Ottanta. Due le sedi della libreria: a Castrette in Pontebbana, a Trieste in centro storico.

La famiglia Lovat davanti al ritratto del fondatore Adamo

Ed è lo stesso staff della Lovat, con un toccante post su Facebook, a dare notizia della scomparsa della vedova Lovat: «Eri una donna forte, coraggiosa, seria. Una vera montanara temprata dalla vita e dal lavoro. Sempre presente nella tua libreria, la prima ad arrivare e l’ultima ad andarsene, presidiavi la cassa da cui osservavi il mondo con curiosità e ironia, condividendo a volte commenti caustici o divertiti».

La storia del binomio Lovat-libri è lunga oltre tre decenni. L’idea della libreria decollò per volontà di entrambi i coniugi. Archiviata l’esperienza da emigrante in Svizzera, a fine Anni Cinquanta Lovat fa ritorno in Italia per prendere confidenza con pagine e testi: lavora per la casa editrice Einaudi. Poi, a inizio Anni Ottanta, apre, assieme a un socio di Villorba, il Centro servizi biblioteche: l’aveva pensato per la vendita istituzionale a Comuni e scuole. La trasformazione a libreria risale al settembre 1988: un momento cruciale nella storia della Lovat. Subentreranno altri rami della famiglia, si concretizzeranno i ricambi generazionali. Con il nome di Franca Ripa a rimanere indissolubilmente legato alla libreria Lovat. Una vita consacrata ai libri ben tratteggiata nel racconto dello staff: «Riservata, di poche parole, ma sinceramente interessata e partecipe dei problemi di chi ti stava accanto, sempre disponibile ad accogliere parenti, amici e colleghi, chiunque avesse bisogno di ospitalità. Alleggerivi le nostre giornate quando, a turno, caricavi tre di noi sulla tua mitica Peugeot per andare a pranzare assieme, rigorosamente con un bicchiere di vino rosso. Per noi avevi un affetto ruvido e sincero, che si coglieva nella piccola attenzione, nel sorriso compiaciuto e imbarazzato con cui rispondevi agli abbracci, e nella capacità di giocare e di stare allo scherzo». E ancora: «Ora, quando si spengono le luci ed è ora di chiudere, la tua voce risuona di nuovo: “C’è qualcuno?” Ciao Franca, stai tranquilla, chiudiamo noi».

Franca Ripa lascia il figlio Denis, le nuore Carlotta e Laura, i nipoti Nicolò, Tommaso e Federica e due pronipoti. «Era la colonna portante» della libreria» la ricorsa il nipote, Nicolò. Passioni? «Ha sempre adorato la montagna e aveva uno spirito montanaro, un carattere risoluto, quasi burbero all’esterno, salvo aprirsi e mostrare un cuore senza confini e una capacità di ascoltare fuori dal comune». Venerdì avrebbe compiuto 81 anni, ed è per questo che il suo funerale si terrà venerdì, alle 11, nella chiesa di Villorba.

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