Avis: «Sangue, estate a rischio, donate prima delle vacanze»

Appello del presidente provinciale: bisogna garantire le scorte per gli ospedali. Sono 38 i centri di raccolta territoriali: questa mattina 8 sono operativi

TREVISO. «L’estate potrebbe essere a rischio senza il dono del sangue: fatelo prima di andare in vacanza, affinché non vadano in crisi ospedali e pazienti».

L’appello parte da Stefano Pontello presidente provinciale dell’Avis, che chiama a raccolta gli iscritti in modo che non succeda nella Marca trevigiana ciò che si sta registrando in provincia di Venezia, dove il direttore generale dell’Usl 3 Edgardo Contato ha lanciato l’allarme a causa di una grave carenza di scorte che rischia di paralizzare le sale operatorie.

«Nella Marca per fortuna siamo in condizioni migliori ma non bisogna mai abbassare la guardia» precisa Pontello, che rilancia: «Dobbiamo essere sempre presenti perché i malati non vanno in vacanza».

L’invito è quello di recarsi al Centro Trasfusionale di Treviso o in uno dei Centri territoriali per effettuare la donazione di sangue prima di partire per mari o monti. Un’occasione in più è rappresentata dalle raccolte domenicali che riscuotono alte risposte, oggi più che mai in epoca covidiana.

«Chi è restio nel recarsi in ospedale preferisce donare in uno dei 38 centri di raccolta che abbiamo aperto in provincia». Oggi saranno attivi dalle 8 alle 10.30 nei Comuni di Asolo, Breda di Piave, Follina, Preganziol, Zero Branco e Giavera del Montello, pronti ad accogliere con tutte le precauzioni anticontagio anche i donatori che non risiedono in quei territori.

In genere le raccolte domenicali permettono di raccogliere 400 sacche di sangue, inserite nei furgoni frigo e trasportate al Centro Trafusionale di Treviso cui l’Avis collabora strettamente, mettendo a disposizione le sacche di sangue e accogliendo i vari appelli. In questo periodo, ad esempio, scarseggiano le riserve di sangue di tipo Zero positivo e Zero negativo.

La tendenza è infatti sempre più quella di mobilitare i soci seguendo le richieste e i bisogni dell’Usl, in modo che nessuna goccia vada mai sprecata. In caso di eccedenza Treviso riesce a sostenere anche altre province, in Veneto e non solo. Questo grazie all’alto numero di soci, giunti a quota 34 mila. Il 2020 è stato un anno difficile e la pandemia ha fatto calare del 5 per cento le donazioni ma i primi sei mesi del 2021 fanno ben sperare con l’ingresso di mille nuovi iscritti, molti dei quali in fascia 25-35.

«Ci siamo rimessi al passo ed anzi a giugno abbiamo registrato un più 6 per cento che ci ha fatto recuperare e migliorare rispetto a ciò che avevamo perduto l’anno scorso». Il merito va anche ai Centri Territoriali che registrano nel 2021 un incremento di donazioni del 20 per cento. L’Avis raccoglie circa 50 mila sacche di sangue all’anno e non ha mai mollato nonostante l’epidemia.

Ora si tratta di garantire la sicurezza degli ospedali anche durante la delicata fase estiva. 

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