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I sindaci ribelli sfidano il prefetto e il contagio. Sì ai maxischermi in mezza provincia di Treviso

Da Preganziol a Mogliano, da Conegliano a Silea, tanti i Comuni in cui la finale domani sarà trasmessa in pubblico nonostante l’aumento di casi

TREVISO. Megaschermo sì, megaschermo no. L’invito di vietarli partito dal prefetto Maria Rosaria Laganà, per la finale dell’Italia, spacca la provincia, e raccoglie meno adesioni di quanto ci si potesse aspettare. Sono pochi i sindaci che emaneranno un’ordinanza ad hoc per sospendere le autorizzazione, la gran parte resterà a braccia conserte per non vietare alcunché. La decisione presa al termine del vertice di giovedì con il Comune di Treviso (che li vieterà) non convince per esempio Preganziol e Zero Branco, che addirittura proseguiranno con il maxischermo comunale, mentre a Conegliano il multisala Cinergia non fa un passo indietro.

Treviso, cintura e Opitergino.

Tutti sono concentrati sulle 21 di domenica, e prevale di gran lunga la voglia di non privarsi dell’ultimo appuntamento con la nazionale, il più importante, dopo aver già seguito nelle piazze quarti di finale e semifinale, senza che nessuno pensasse di vietarlo. Marco Della Pietra, sindaco di Spresiano, ha scelto la strada della fermezza, sospendendo le autorizzazioni; Marco Serena non ha firmato divieti «perché non ho richieste. Se le avessi direi di no. Tra l’altro dopo i fatti di Torino in piazza San Carlo la disciplina è molto ligia».

Analoga la posizione di Maria Scardellato, primo cittadino di Oderzo. Paolo Galeano, sindaco di Preganziol, invece non rinuncerà nemmeno al maxischermo comunale nell’arena di via Manzoni. «Abbiamo limitato la capienza, da 500 a 400 persone solo su prenotazione, e implementato la sicurezza, che controllerà fin dall’ingresso che non si formino code. È sempre andato tutto bene, con persone distanziate, quindi ho deciso di confermarlo. Non sospenderò autorizzazioni. Ho parlato con i gestori, che si sono sempre comportati benissimo rispettando le regole del distanziamento», dice Galeano.

Anche a Zero Branco Luca Durighetto ha deciso di non rinunciare al maxi schermo in piazza Umberto I. Mogliano conferma la trasmissione della finale in Villa Longobardi, ma non in centro e chiuderà via don Bosco e la piazza per evitare guai in caso di festeggiamenti. Nessuna ordinanza nemmeno da parte del sindaco di Silea, «ci sono solo televisori dentro i locali o nei plateatici che hanno autorizzazioni consolidate», spiega Rossella Cendron, e dal sindaco di Ponzano Antonello Baseggio, che ha mandato una comunicazione ai ristoratori, citando la richiesta del prefetto, ma limitandosi a chiedere particolare attenzione per evitare assembramenti. «Hanno fatto investimenti e in questo anno e mezzo sono stati rispettosi di ogni regola imposta che ha limitato i loro incassi», ha detto il primo cittadino.

Conegliano e Quartier del Piave

È arrivato l’ok per la trasmissione della finale nell’arena all’aperto del cinema Cinergia di Conegliano. Già ieri i quasi duecento posti a sedere erano prenotati. Il cinema attuerà i protocolli consueti, come avviene durante le proiezioni dei film. Anche nei quarti e la semifinale erano andati bruciati i posti del Cinergia. Delusione invece a Gaiarine, dove amministrazione comunale e associazioni erano pronte ad allestire maxischermo e 400 sedie in piazza. Il Quartier del Piave e il Vittoriese sono invece fedeli alla linea del prefetto: niente maxischermo a Valdobbiadene, dov’era stata proiettata la semifinale.

Montebellunese

Potrebbe esserci, il maxischermo, alla sagra del Carmine a Falzè di Trevignano, mentre in tutti gli altri comuni attorno a Montebelluna niente maxischermi in aree pubbliche. A Falzè la sagra è iniziata ieri sera, è a ingresso contingentato, gli organizzatori attendevano di capire l’affluenza per decidere se vale la pena di installare il maxischermo. Niente “ribellioni” invece a Montebelluna, Volpago, Giavera, Nervesa, Crocetta, Cornuda, Caerano. Nemmeno a Maser, dove sembrava che venisse installato nel campo da calcio della parrocchia, ma il parroco, don Carlo Velludo, smentisce. Confermato invece il megaschermo a Pederobba in piazza: il sindaco Marco Turato è stato il primo a “sorvolare” sulle raccomandazioni del prefetto.

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