Cinque per mille, exploit in tutti i Comuni Settecentomila euro per famiglie e sociale

Sono oltre 26 mila i trevigiani che hanno donato una somma ai loro municipi. Nel capoluogo raccolti 40 mila euro



I Comuni trevigiani fanno il pieno di donazioni grazie al 5 per mille e raccolgono un discreto gruzzolo - 712 mila euro - da utilizzare per i servizi sociali e gli aiuti alle famiglie. Sono più di 26 mila i trevigiani che hanno deciso di devolvere una quota dell’imposta Irpef al loro Comune. Un dato in aumento rispetto agli anni scorsi ma che si riferisce alle dichiarazioni 2020, relative ai redditi conseguiti nel 2019, prima dell’emergenza Covid e con il concreto rischio, dunque, che l’anno prossimo le somme precipitino così come sono precipitati i redditi dei trevigiani nell’anno della pandemia.




Intanto i sindaci si godono l’iniezione di liquidità arrivata dai contribuenti, con alcune sorprese ai primi posti della classifica. La prima cosa che balza all’occhio studiando i dati pubblicati nelle scorse settimane dall’Agenzia delle Entrate è che nessun Comune è rimasto escluso: anche il più piccolo, Portobuffolè, si porta comunque a casa 440 euro grazie alle donazioni di 16 residenti. Al primo posto in classifica, come prevedibile, c’è il capoluogo: 1.062 donazioni per un totale di oltre 40 mila euro. Al secondo posto Susegana, ed è un vero exploit: si tratta del primo Comune a livello nazionale per numero di donazioni, tra quelli che non sono capoluogo. Susegana ha raccolto 28.387 euro grazie a 1.147 contribuenti, più che a Treviso. Conegliano, tanto per fare un esempio, ha più del triplo dei residenti, ma ha ricevuto la metà delle donazioni: 669, per poco più di 23.500 euro. In ogni caso, un netto segnale di fiducia nelle istituzioni che ha interessato anche l’ultima arrivata tra le amministrazioni comunali, Pieve del Grappa (fusione di Paderno e Crespano): 282 donazioni per oltre 6 mila euro raccolti.



Ai primi posti della classifica spunta anche San Pietro di Feletto, davanti a realtà assai più grandi come Villorba, Mogliano, Ponzano. San Pietro ha raccolto 562 donazioni da un bacino di 5.100 residenti (e non tutti, evidentemente, sono anche contribuenti), per un totale di oltre 17 mila euro. In rapporto alla popolazione, un numero di tutto rispetto: «È una grande soddisfazione, perché ogni anno riusciamo ad aumentare questi introiti» commenta il sindaco Maria Assunta Rizzo, «questi soldi devono essere destinati al sociale, nel nostro caso andranno ad aiutare le famiglie dei bambini delle due scuole materne. Questo è molto apprezzato dai genitori. Evidentemente la popolazione si è accorta che c’è un ritorno di risorse sul territorio, avere 562 donazioni su poco più di 5 mila abitanti è un’ottima percentuale. L’anno scorso eravamo sui 16 mila euro, in rapporto alla popolazione siamo sicuramente ai primissimi posti».



Se la raccolta del 5 per mille ha generato risultati così incoraggianti è anche perché le famiglie hanno capito che quei soldi devono andare nel sociale. “Devono”, non “possono”, perché la normativa parla chiaro: i Comuni devono in qualche modo restituire le donazioni sotto forma di servizi alla comunità. Scuole e contrasto al disagio minorile, non a caso, sono i due principali “cassetti” in cui finiranno quei 712 mila euro. —



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