Acquedotto, piano da 31 milioni «Servirà duecentomila utenze»

Il presidente Bonet: «Grande piano di investimenti e da  quando c’è lo smart working siamo più controllati: i guasti sono “vissuti” in tempo reale»

CODOGNè

Rifacimento dell'acquedotto tra Codognè e San Vendemiano, e della condotta di Colle Umberto, Castello Roganzuolo, San Vendemiano e Monticella: sono questi tra i principali progetti di ristrutturazione presentati da Piave Servizi. Martedì la società del sistema idrico ha illustrato ai propri dipendenti il Piano industriale, che prevede investimenti per 31 milioni di euro.


L'incontro si è svolto a Casa Vittoria, a San Polo. 2,5 milioni per il cantiere tra Codognè e San Vendemiano, 1,6 milioni per quello tra la centrale di San Martino di Colle verso Castello, 1,5 milioni per le condotte adduttrici nel sistema Motta, Gorgo al Monticano, Chiarano, Oderzo, 2 milioni per la linea Rindola Victoria Campus, sono tra le opere messe a bilancio nel prossimo triennio. Il bacino d'utenza riguarda circa 200 mila persone, con un investimento attorno ai 100 euro per abitante. «Nel 2020, vista la congiuntura macroeconomica – spiega il presidente Bonet - si è preferito un atteggiamento prudente e conservativo, dando la priorità ai lavori più urgenti, per riprendere con interventi più estensivi a partire dalla stagione 2021». Nell'anno della pandemia, Piave Servizi ha registrato un consumo d'acqua maggiore nelle abitazioni. «La crisi sanitaria ha portato un aumento dei consumi domestici e una diminuzione di quelli industriali – osserva il presidente Bonet - un maggiore livello di smart working potrà avere anche un impatto sulle aspettative di continuità del servizio. Infatti, con un numero maggiore di persone a casa, le interruzioni sulle utenze domestiche in orario lavorativo saranno più visibili, in quanto le persone passeranno più tempo nella propria abitazione.

Non a caso stiamo identificando gli sforzi per garantire una maggiore continuità del servizio e abbiamo recentemente avviato un ufficio “Risk Management”, molto utile in questa prospettiva. Per surfare sulla cresta dell’onda del cambiamento, invece di farci travolgere, abbiamo incrementato notevolmente il piano degli investimenti».



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