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Una vita di lusso, poi il tracollo. Ecco chi è l’uomo che ha minacciato di farsi esplodere davanti al tribunale

La villa di San Marco di Resana, finita all’asta per il fallimento della ditta di Massimo Baggio

Il ritratto di Massimo Baggio e la villa di San Marco di Resana. Gli esordi da autotrasportatore, la crescita e il declino con la crisi

RESANA. Una vita di agi, poi il tracollo: inizia circa una decina di anni fa una inesorabile parabola discendente per Massimo Baggio, il 54enne di Resana che il 7 luglio ha “minacciato” di farsi esplodere davanti al tribunale nel tentativo di evitare che la sua casa finisse all’asta.

Si tratta di una bella villa nella frazione di San Marco, ammirata e invidiata da tutti. Come ammirato e invidiato era il successo in termini economici che Baggio aveva raggiunto con la sua azienda, la Max Autotrasporti con sede nello stesso immobile.

La sua storia è praticamente nota a tutti nel vicinato: gli esordi come autotrasportatore, poi la crescita dell’azienda con una decina di camion in sosta a far bella mostra di sè quando non giravano per le strade. E una opulenza mai nascosta, anzi si può dire più che esibita: auto e moto di grossa cilindrata e all’ultimo modello, vestiti e accessori di moda di brand della moglie da cui si è divorziato, insomma gente che viveva bene.

Ma forse anche al di sopra delle proprie possibilità, come sospetta più di qualcuno. E che neanche quando le cose hanno cominciato a girare per il verso sbagliato, ha cercato in qualche modo di frenarsi, finendo in un vortice che ha fatto sparire tutto. Di dominio praticamente pubblico anche le divergenze, diciamo così, con la consorte che poi hanno portato alla separazione.

Il 7 luglio il tentativo di salvare quello che pare essere l’ultimo bene rifugio: la casa a San Marco ora abitata dalla ex e dai tre figli minorenni di 9, 13 e 17 anni. A quanto pare la vendita all’asta coprirebbe solo in parte i debiti e i mancati versamenti ai dipendenti maturati in questi anni. «

Non ha saputo gestire bene i suoi affari, ma soprattutto le difficoltà economiche iniziate circa dieci anni fa con la crisi - dice chi lo conosce - dispiace per questa situazione, ma di fronte a forniture non pagate e altro doveva pensarci per tempo».

Il 7 luglio l’escalation al tribunale: per Baggio un tentativo di salvare il tetto sotto cui vivono i familiari.

«Non è possibile che tre minorenni - si legge nei cartelli dove spiega il suo gesto - vengano spaventati e minacciati da commissari incaricati dal tribunale di Treviso che verranno a breve buttati fuori dalla loro casa dove sono nati e vivono tutt’ora. È uno schifo che il più bel Paese del mondo possa fare questo ai propri cittadini. Come papà divorziato mi appello al sistema comunicativo italiano in modo tale che venga fatta chiarezza e giustizia della situazione in cui si trova la mia famiglia. Domani ( l’8 luglio per chi legge, ndr) l’abitazione dove vivono i miei tre figli verrà messa all’asta per essere venduta senza avermi dato nessuna possibilità per poter risolvere la situazione, buttando in strada la mia ex moglie e i nostri tre figli. Chiedo in modo pacifico di bloccare l’asta di vendita».

Parole che sanno di disperazione, rispetto ad una procedura iniziata tempo fa, ma in seguito a difficoltà sorte prima.

«La situazione di questa famiglia è nota ai nostri servizi sociali e abbiamo cercato il modo per aiutarla - dice il primo cittadino di Resana Stefano Bosa - rimaniamo interdetti davanti a quanto accaduto ieri che sicuramente non depone a favore di questa persona».

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