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«Il mio piccolo Gounou se n’è andato quando aveva solo 42 giorni. Mi ha insegnato tanto»

Un anno fa la tragedia. Oggi mamma Federica Edwige Lovascio racconta in un libro quel dolore, ma anche la forza di ricominciare

La testimonianza.

C’è una parola per definire chi perde un coniuge, c’è una parola per definire chi perde un genitore, ma non c’è una parola per definire chi perde un figlio. Ci ha provato a trovare un significato Federica Edwige Lovascio, non con una parola, ma con un libro, “Gounou: storia di un amore infinito”, dedicato al suo piccolo Gounou Gabriele Baba, mancato il 7 luglio 2020, a soli 42 giorni di vita, per una rara forma di meningite.

Una famiglia nota e amata a Spresiano quella di mamma Federica, 34 anni, già dipendente della Fondazione Benetton e oggi acclamata nail artist a livello internazionale, di suo marito Gounou Baba, originario del Benin e in forze alla Croce Rossa del Belgio, e del loro primo figlio Taane Giovanni, che oggi ha 2 anni e mezzo.

la motivazione

«Ho scritto questo libro per condividerlo con tutte le persone che vivono il lutto perinatale», spiega mamma Federica Edwige, «ma anche con tutti quelli che le circondano e spesso non sanno come comportarsi, e con tutte le donne che affrontano un dolore, sia nella condizione di madri o meno, perché non parlo di morte ma di amore, svuotando i tabù di malattia, sofferenza, mancanza, per riempirli di nuove consapevolezze».

Il testo gode della prefazione del noto antropologo Marco Aime, che fece incontrare Federica e il futuro marito Baba nel 2011 per il premio “Carlo Scarpa”, che quell’anno andò al villaggio di Taneka Beri in Benin.

«Tra le pagine scorrono tre anni di vita», continua mamma Federica Edwige, «dall’inizio della mia storia d’amore nel 2017, dopo sei anni di corteggiamento, alla nascita del mio primo figlio. Poi la seconda gravidanza in pieno lockdown e la felicità di aver dato alla luce Gounou, che significa “leone”, nome onorato per aver combattuto contro l’infezione nelle lunghe settimane del ricovero, ed essere uscito di scena dispensando una forza davvero infinita, che sento crescere in me giorno per giorno».

la ferita

Come si può riuscire a sollevarsi da un dolore così grande? «Me lo chiedono tutti, ma io non ho nessun incantesimo, bacchetta magica o chiave di volta», risponde mamma Federica, «ho solo capito perché mio figlio ha “preso la decisione” di stare con me solo 42 giorni: il suo passaggio, seppur così breve, ha cambiato la vita di molte persone».

«Una neonatologa mi disse: “Tuo figlio è arrivato quando stavo lasciando la mia professione, e ho deciso di restare”. Molti genitori che hanno letto la mia storia in un poster nel reparto di patologia neonatale al Ca’ Foncello, sono stati profondamente confortati, e io stessa ho provato la forma più pura del sentimento “amore”, che fino a prima cercavo “fuori”, nel compagno, nei figli, nella famiglia, e adesso ho trovato dentro me stessa: Gounou mi ha fatto capire quanto sia importante amarmi, ha sanato la mia cicatrice e non mi ha mai fatto provare un giorno di rabbia».

ciao Lapo

L’autrice ha frequentato il gruppo di mutuo aiuto “Ciao Lapo”, composto da genitori che lei definisce “speciali”, perché padri e madri di bambini che resteranno perfetti e ideali nel loro cuore. «La missione che mi ha lasciato mio figlio», chiude Federica Edwige Lovascio, «è quella di divulgare amore e speranza, proprio ciò che adesso più manca alla società».

il libro

“Gounou storia di un amore infinito” esce in libreria per Infinito Edizioni la settimana prossima, giovedì 15 luglio, e sarà presentato a villa Giustiniani Recanati di Spresiano il 21 luglio alle 20.30, con la partecipazione del cantautore campano Giuseppe Grillo che ha composto il brano “Più forte” dedicato proprio a mamma Federica. 

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