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Villa Margherita e il parco riaprono: saranno un’oasi per sociale e servizi

Treviso, cancelli aperti nell’area verde con attività per i disabili. Il sindaco  Conte: «Un passo alla volta riattiveremo tutto il palazzo»

TREVISO. «Oggi abbiamo aperto i cancelli di villa Margherita con l’obiettivo di non chiuderli mai più, un passo alla volta ristruttureremo anche gli interni per creare un polo di “cultura dell’uomo”, aperto alle associazioni che si occupano di inclusione sociale, formazione, sensibilizzazione, perché diventi un punto di riferimento nazionale con alloggi, uffici, aree laboratoriali, e per ottenere i fondi necessari, che come comune adesso non abbiamo, busseremo alla porta di Regione e Governo».

Così il sindaco Mario Conte all’inaugurazione del “parco inclusivo” promosso dall’associazione “Veneti schiacciati dalla crisi” in collaborazione con la Ulss 2 e con i Ceod, le cooperative per disabili e l’Israa, che propongono attività rivolte a persone fragili, dalla ginnastica dolce alla pet therapy, dai laboratori artistici, ludici e motori, alla pesca e all’ippoterapia.

Un parco per tutti

Ma l’intera area esterna di pertinenza della dimora che ospitava l’ex comando dei carabinieri sarà accessibile anche a tutti i cittadini che potranno goderne per passeggiate, momenti di relax o per partecipare alle attività rivolte ai disabili, in un’ottica di vera integrazione sociale. «Per il momento il parco sarà aperto tutti i giorni, dal lunedì alla domenica, dalle 9 alle 18, ma potremmo pensare in futuro di organizzare anche qualche attività serale» spiega Mirella Tuzzato, presidente di “Veneti schiacciati dalla crisi” «per risollevare le persone fragili dal periodo buio della pandemia e accoglierle in un luogo che già di per sé è terapeutico, guardando la meravigliosa architettura e godendo della quiete del parco, che abbiamo attrezzato con sei gazebo in stile integrato al contesto, mentre la manutenzione del verde è stata curata dalla Cooperativa Alternativa».

Villa Margherita risale a fine Settecento su progetto firmato da Gianantonio Selva (architetto del teatro "La Fenice" di Venezia) e fino al 2014 è stata sede della divisione unità mobili dei carabinieri, ma poi lasciata chiusa e in disuso.

Un parco per tutti: a Treviso il riutilizzo sociale degli spazi di Villa Margherita

La cordata

«Costituiremo un gruppo di lavoro per partecipare ai progetti europei sulla disabilità e attingere a fondi comunitari» ha detto il direttore della Ulss 2, Francesco Benazzi «dato che questo parco inclusivo vanta il sostegno di tutti i portatori d’interesse del territorio». Il Coni del Veneto fornirà gli esperti per le attività ludico-motorie, la “Federazione Sport Equestri” manderà cavalli e poni per l’ippoterapia, l’associazione trevigiana “Tarvisium Gioisa” organizzerà attività artistiche, il laboratorio sartoriale di Michela Surian di Monastier allestirà una rievocazione storica ottocentesca a settembre, e il centro professionale “Lepido Rocco” di Villorba sarà coinvolto in attività di ristorazione.

«Questo parco è una prima battaglia vinta contro il pregiudizio verso i disabili e gli anziani», aggiunge Giorgio Pavan, direttore dell’IsraaTreviso, mentre Cristina Gaion del “Coordinamento provinciale per l’handicap” pone l’accento sul valore educativo del parco: «Uno spazio così grande, confortevole e sicuro è fondamentale per lo sviluppo della socialità e dell’autonomia dei nostri ragazzi, il polo della “cultura dell’uomo sarà uno spazio di condivisione veramente per tutti, dalle persone fragili agli illustri professori, verso uno sguardo nuovo, perché la disabilità spesso sta negli occhi di chi guarda».

Le persone fragili che volessero partecipare alle attività possono farlo attraverso i servizi sociali della Ulss 2, i Ceod o contattando “Veneti schiacciati dalla crisi” (tel. 0422.1627651).

Dal parco alla villa

Passare dalla rinascita del parco alla riapertura delle villa non sarà facile. Le spese per la riqualificazione dell’edificio sfiorano i 2 milioni di euro, ma la strada è tracciata.

«Contiamo di procedere per gradi, senza fretta, un ambiente alla volta, dalle barchesse al pianterreno, e dal pianterreno ai superiori» dice fiducioso il sindaco Conte. L’obiettivo del Comune è quello di concentrare nello stabile attività socio-assistenziali, ricreative, formative, didattiche o di consulenza «utili alla persona».

Una struttura che comprenda le attività espletate oggi dall’Usl nello stabile di via Montello (che non a caso andrebbe svuotato anche secondo i piani del risiko immobiliare legato alla Cittadella della Salute), ampliandole a un’offerta più sociale e ricreativa. Questa la via per riaccendere le luci nella Villa.

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