Contenuto riservato agli abbonati

La Lega trevigiana è agitata, Bof blinda Marcon. «È lui il candidato alla Provincia»

Il brindisi dei vertici leghisti trevigiani

Investitura sotto le mura a Treviso, alla presenza dei parlamentari trevigiani. Un avvertimento ai dissidenti. Oltre 40 gazebo per i referendum sulla giustizia

TREVISO. «Il candidato della Lega alle elezioni provinciali è Stefano Marcon, senza se e senza ma». Gianangelo Bof, commissario provinciale della Lega, lo annuncia alla presenza dei parlamentari e dello stesso Marcon, cogliendo l’occasione della presentazione dei referendum sulla giustizia, con tanto di gazebo a porta San Tomaso.

Una mossa a sorpresa, forse spinta dalle manovre della fronda interna, non solo a Sant’Artemio, che lavorava già sottotraccia per altre candidature in vista delle urne di dicembre. Da Fabio Gazzabin, fedelissimo del governatore Zaia, a Paola Roma, più che emergente nel lotto degli amministratori leghisti, e apprezzata dai colleghi leghisti per il suo impegno alla guida della conferenza dei sindaci dell’Ulss 2, e del comitato di gestione ex Ulss 9.

«Nessuno discute le credenziali e i curriculum di Gazzabin e Roma, ma la nostra scelta è quella di Marcon, come del resto abbiamo sempre sostenuto», ha ribadito Bof, circondato da deputati e senatori (mancavano solo Bepi Paolin e Monica Fantuz).

Caso chiuso? La designazione non piacerà alle anime leghiste critiche verso la gestione Marcon, accusata di essere troppo “castellanocentrica”, dalle strade alle scuole. Da Treviso all’hinterland, dalla Sinistra Piave alla Bassa, il malcontento c’è.

I maligni interpretano la mossa di Bof come un segnale di distensione a Dimitri Coin, l’ex segretario, che con il suo durissimo post aveva criticato Bof e direttivo per la scelta di convergere su Della Pietra (FdI), per la presidenza di Amct, l’associazione dei Comuni. Marcon, nella mappa leghista, è considerato vicino all’ex segretario.

Altri vedono nell’investitura la reazione alla tensione interna generata al K3 dal caso Della Pietra, indigesto a chi come amministratore leghista è stato, e lo è tuttora, in guerra da anni con il sindaco di Spresiano nello scontro in Asco.

Ma qui gli avversari di Coin, oggi contrario alla scelta di Della Pietra, ribadiscono che l’ex segretario vedesse in Della Pietra , ancora nel 2020, il candidato unico del centrodestra a Spresiano , dove poi invece maturò lo strappo con la sconfitta del Carroccio.

Veleni e tossine non mancano. Da Spresiano a Trevignano mugugnano anche le sezioni. In molti attendono il congresso: a gennaio? Non è passata inosservata poi l’assenza di Mario Conte, alla manifestazione di ieri. Non è stato invitato, ennesima spia della tensione tra parlamentari e territorio, fra Roma e municipi?

In tutto questo, era la giornata dei referendum. Oltre 40 i gazebo aperti fino a domani nella Marca, fra piazze e municipi per raccogliere le firme per i referendum giustizia, promossi con i Radicali. «Obiettivi della Lega sono processi veloci, certezza della pena, stop alle correnti, giustizia giusta e equo processo per tutti». Si firma per riformare il Csm; responsabilità diretta dei magistrati; equa valutazione dei magistrati; separazione delle carriere; limiti agli abusi della custodia cautelare; abolizione del decreto Severino. 

Video del giorno

Turchia, la furia del minatore non pagato: sale sull'escavatore e distrugge i camion

Timballo di alici

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi