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Il caso a Treviso, mamma denuncia: «Mi porteranno via i bimbi da un giorno all’altro»

Il tribunale dispone il collocamento extra familiare dei piccoli dopo la separazione dei genitori. La mamma: «Un incubo»

TREVISO. «Mi porteranno via i bambini da un giorno all’altro. Non so quando, non so come. Ho in mente le scene del bimbo trascinato via con la forza a Cittadella: mi spaventa sapere che lo psichiatra di quel caso è lo stesso di questa storia». Federica, nome di fantasia, è una mamma di 37 anni, italiana (ha vissuto a Silea e a Venezia), laureata in design industriale. I suoi bambini hanno 4 e 6 anni.

Pochi giorni fa, il 28 giugno, la Corte d’Appello di Venezia ha confermato il decreto del tribunale datato 5 maggio 2021 che dispone «il collocamento extra familiare» dei due piccoli in quanto la madre si sarebbe «dimostrata disempatica rispetto ai bisogni affettivi dei figli». Potrebbe accadere oggi, domani, a scuola, al parco. «Verranno a prenderli» ripete la donna, «e li porteranno in una casa famiglia. A loro non so cosa dire».

la vicenda

In questa storia c’è anche il padre, sul quale pende una denuncia per abusi sessuali nei confronti dei piccoli. La famiglia ha vissuto a Silea e a Venezia, i genitori sono separati. Dopo la separazione la donna ha denunciato il padre per abusi e ha chiesto l’affidamento esclusivo dei figli. Per il Tribunale, tuttavia, manca una prova anche solo indiziaria di abusi sessuali da parte del padre, e alla mamma viene contestato di non aver mai permesso al papà di incontrare i bambini in questi ultimi mesi.

il provvedimento

Secondo i consulenti del Tribunale, la collocazione migliore per i figli sarebbe la soluzione «extra familiare». La madre, secondo quanto riporta il recente decreto della Corte d’Appello, avrebbe esercitato «un profondo e persistente condizionamento verso i minori», atto anche a screditare il padre, che non vede i suoi bambini da diversi mesi. «L’interesse dei figli - scrivono i giudici - è ovviamente di mantenere un rapporto equilibrato e costante sia con la madre che con il padre.

Occorre però che gli adulti assumano un atteggiamento responsabile accettando l’idea che dalla vita dei figli non possa essere arbitrariamente escluso uno di loro. Il Tribunale appare essersi trovato di fronte a una scelta pressoché obbligata perché la madre - che si dimostra la peggior nemica di se stessa - persevera in un atteggiamento di totale chiusura rispetto a ogni tentativo di dialogo. Il Tribunale ha collocato in via del tutto provvisoria i figli al di fuori della famiglia esclusivamente per tentare di sottrarre i minori a un conflitto che continua a investirli in modo diretto».

le contestazioni

Dopo la decisione di appello mamma Federica ha versato lacrime di rabbia. «Mi hanno giudicata senza nemmeno avermi incontrata» ripete, «non sono perfetta ma sono una donna senza vizi, non fumo, esco di rado, laureata e che è sempre stata impegnata seriamente nel lavoro ottenendo anche dei bei riconoscimenti. Sono messa alla gogna perché ho avuto il coraggio e la forza di alzare la testa e denunciare questa faccenda. Ma vorrei soltanto risparmiare un’altra sofferenza ai miei bambini. 

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