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Nella Marca gli stranieri pagano tasse per 366 milioni. Redditi in crescita

Nella provincia di Treviso sale il numero dei contribuenti nati all’estero. Guadagnano meno degli italiani ma il gap si sta riducendo

TREVISO. Siamo la seconda provincia in Veneto, e la numero 15 in Italia, per incidenza della popolazione straniera sul totale dei contribuenti. E i cittadini nati all’estero hanno contribuito, nel 2020, con circa 366 milioni di euro al gettito fiscale. È la fotografia scattata dall’ultimo rapporto di Fondazione Leone Moressa, il più recente ma anche l’ultimo prima dell’era Covid trattando le dichiarazioni dei redditi 2020 relative, quindi, all’anno fiscale 2019.

Tutti i dati

Si scopre così che i contribuenti nati all’estero e residenti in provincia di Treviso sono cresciuti da un anno all’altro: 91.711 oggi, rispetto agli 89.280 della rilevazione precedente. Cresce anche la loro incidenza sul totale della popolazione: 14% rispetto al 13,8 di un anno prima. La media reddito pro-capite dei cittadini stranieri residenti in provincia di Treviso è di 17.160 euro l’anno, in crescita rispetto ai 16.610 euro delle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2019. Rimane un evidente gap rispetto ai cittadini nati in Italia: per gli stranieri il reddito pro-capite è mediamente inferiore di 6.830 euro l’anno. Una differenza che si sta lentamente assottigliando rispetto per esempio ai 7.250 euro delle dichiarazioni 2019. Quindi, il gettito fiscale: per i contribuenti nati all’estero ammonta a circa 366 milioni di euro sotto forma di Irpef, calcolata sul reddito medio. Mentre complessivamente i redditi degli stranieri ammontano a un miliardo e mezzo di euro.

Le differenze tra territori

Treviso condivide alcune dinamiche con il resto della nazione. È il caso, per esempio, dell’incremento del numero di contribuenti nati all’estero. Al contrario di quanto avviene nel resto d’Italia, invece, gli immigrati della Marca non sono più poveri. Oltre la metà dei contribuenti nati all’estero si concentra in quattro regioni: Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Lazio. Mediamente i contribuenti stranieri rappresentano il 10,2% del totale, ma nelle regioni del Centro-Nord i valori si alzano, raggiungendo il valore massimo in Trentino-Alto Adige (16,3%). Treviso, come detto, è seconda in Veneto per incidenza dei contribuenti stranieri: al primo posto c’è Verona, con il 14,4% del totale.

Effetto Covid

La ricerca si riferisce all’ultima dichiarazione dei redditi pre-Covid, e i risultati sono stati ottenuti incrociando i risultati forniti da Istat, Dipartimento delle Finanze, Ministero dell’Economia. «Il contributo fiscale dell’immigrazione in Italia continua a crescere» evidenzia Michele Furlan, presidente della Fondazione Leone Moressa, «la presenza straniera regolare, stabile da alcuni anni, rappresenta un elemento chiave per la ripresa, a patto che sia gestita e governata in maniera attenta e rigorosa. Sarà interessante analizzare, alla luce della crisi Covid, se anche i redditi (e le tasse) degli immigrati verranno intaccati, come già riscontrato per gli indici occupazionali». I Paesi più rappresentati? La ricerca di Fondazione traccia solo un quadro nazionale, che vede ai primi posti Romania, Albania, Marocco e Cina.

Le previsioni

Numeri e commenti che andranno necessariamente rivisti l’anno prossimo, quando le dichiarazioni dei redditi avranno al loro interno anche l’impatto della pandemia. «Difficile valutarne oggi l’impatto, di certo nel 2020 la crisi l’hanno vissuta tutti, italiani e stranieri» sottolinea Mario Pozza, presidente della Camera di Commercio di Treviso e Belluno. «Per ora i dati ci dicono che a Treviso c’è una buona integrazione, chi arriva ci rimane perché si trova bene, meglio che in altri territori. E gli stranieri spesso vanno a supplire alla carenza di manodopera italiana in tanti settori, anche a causa del calo demografico. I redditi, inoltre, sono in crescita: chi resta qui migliora nel tempo la sua condizione». 

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