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Parco senza soldi? «Tocca alla Regione». I sindaci del Sile stoppano Pizzolon

Il presidente dell’Ente aveva chiesto sostegno ai Comuni. «Già lo diamo, più non possiamo fare, Zaia investa di più»

TREVISO. «Mettendo insieme due poveri non si fa un ricco». Pieranna Zottarelli, sindaco di Roncade, sceglie la saggezza e il pragmatismo per commentare l’appello lanciato dal presidente del Parco del Sile Arturo Pizzolon ai Comuni. L’ente è senza soldi - quest’anno per gli investimenti la Regione ha distribuito ai cinque parchi appena 200mila euro complessivamente – e quindi per le manutenzioni e i lavori su piste ciclabili, passerelle e percorsi non resta che chiedere aiuto ai sindaci.

«La collaborazione da parte nostra non è mai mancata e mai mancherà. Ma ci dicano perché la Regione, che a parole indica tra le priorità l’ambiente e la valorizzazione dei parchi, poi agisce in modo diametralmente opposto, senza dare un’effettiva dotazione finanziaria. Perché non è possibile aumentarla da parte della Regione?», sostiene Rossella Cendron, primo cittadino di Silea. «Il ponte Pavan, a fianco al cimitero dei Burci, l’abbiamo pagato noi al 50%, a riprova che la collaborazione già c’è. Ma non si può sempre mungere la mucca del Comune».

La questione, sia chiaro, non è solo politica - l’ente è governato dal centrodestra e i sindaci degli 11 comuni sono perlopiù leghisti – ma è soprattutto pratica. Perché senza soldi l’Ente non può fare promozione, manutenzione o avviare nuovi progetti per renderlo più attrattivo. «I sindaci non hanno mai negato un aiuto al Parco del Sile, ma anche i comuni sono stati massacrati in questi anni», aggiunge Pieranna Zottarelli.

Il presidente Artuto Pizzolon non ha nascosto tutte le difficoltà del Parco, alla prese oltre che con pochi soldi, anche con una vasta carenza di personale: appena sette i dipendenti su una pianta organica di 14. «Questo ha ricadute anche sulle nostre pratiche. Al Parco chiederemo un percorso facilitato per gli enti. A causa della carenza del personale tutti i comuni hanno pratiche che attendono mesi prima di ottenere il via libera», aggiunge il sindaco di Silea.

La partecipazione ai bandi europei è l’altra strada fondamentale per ottenere risorse, ma senza personale è difficile perseguirla. In questi mesi poi è tornato pressante il problema nutrie, che in diverse zone del Parco hanno scavato le loro tane, danneggiano gli argini.

«Va risolto, rischia di compromettere anche tutto quello che si fa per valorizzare e promuovere il Parco. Le nutrie devastano gli argini e compromettono tratti di percorsi ciclabili», sbotta il sindaco di Roncade.

Ma ad oggi non c’è un piano di cattura per eradicare le nutrie dal Sile. «Ci sono i fondi, ma rischiamo di non poterli usare. Perché non c’è il personale che possa materialmente catturare le nutrie. Non è stato nemmeno stabilito chi lo può fare e come. E’ una questione», conclude Zottarelli, «che il Parco deve affrontare in tempi rapidi». 

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