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Nella Lega trevigiana scoppia la guerra Acmt. Indigesta la scelta di Della Pietra

Marco Dalla Pietra

Il deputato Dimitri Coin contesta l’indicazione da parte del direttivo e di Bof del sindaco di Spresiano (FdI) alla guida dell’associazione dei comuni trevigiani

TREVISO. «Trovo personalmente inverosimile che siamo noi a proporre il sindaco di Spresiano a presidente dell’Associazione Comuni della Marca Trevigiana». Dimitri Coin, oggi deputato e ieri segretario provinciale della Lega si sfoga in rete, con un post velenosissimo, dopo quanto è emerso sull’ultimo riunione dei sindaci leghisti al K3, in cui il direttivo provinciale ha portato in discussione la designazione di Della Pietra, da pochi mesi iscritto a Fratelli d’Italia, alla successione di Maria Rosa Barazza, del Pd “corrente”+Europa. E questo nel quadro della nuova intesa politica fra Lega e il partito delle Meloni, nella Marca prima che in Veneto.

Un attacco durissimo quello di Coin che segna la rottura del silenzio dei big leghisti in una congiuntura di alta tensione, dalle comunali che dividono i leghisti (Conegliano e Montebelluna solo per citare i casi più importanti), alla guerra del Piave fra il gruppo vicino alla sindaca pasionaria di Crocetta Marianella Tormena e la Regione, al caso della cava Morganella, che ha visto la stessa giunta Zaia irritare la giunta del capoluogo, Ats e comuni leghisti. Coin non fa nomi, ma è evidente che ce l’ha con il commissario Gianangelo Bof e verosimilmente con il direttivo provinciale.

E Coin non lascia inspiegata la sua bordata: «Dopo le estenuanti ma comunque legittime battaglia politiche di questi anni, battaglie che a Spresiano ci hanno portato a uscire dalla maggioranza del suo consiglio comunale dove amministravamo in colazione. In politica si trovano equilibri fra nomi graditi, e ripeto non è il caso di Spresiano dove la lega è all’opposizione».

L’ultimo attacco è alla bozza di accordo fra Lega e Fdi trevigiani: «È ancora più inverosimile pensare di procedere a un riequilibrio di pesi politici in vista delle prossima elezioni amministrative prima che ci sia il dato elettorale reale», conclude Coin, «intanto l’amico Della Pietra, persona intelligente e ironica se la starà sicuramente ridendo».

Nello scontro fra i parlamentari e il territorio, che li accusa di aver dimenticato il territorio, sembra che Coin abbia di contro raccolto i malumori dei sindaci presenti, continua a ripetere un primo cittadino che pesa. E un big rincara: «È un periodo strano, tutto molto più complicato di prima».

A stretto giro di posta è arrivata anche le replica di Bof, che ne ha per tutti. «È una proposta che è maturata nell’ambito della trattativa, democraticamente l, abbiamo sottoposta ai sindaci, con cui abbiamo deciso in piena convergenza di riparlarne dopo le urne».

Come dire che la risposta non è stata proprio quella sperata. E ai mille detrattori di Della Pietra, avversario dela Lega nella guerra giudiziaria di Asco (da lui vinta poco tempo fa) e leader dei sindaci civici ribelli, Bof chiarisce: «Della Pietra, fino a prova contraria l’unico sindaco di Fdi nella provincia oggi».

Sarà per questo che qualcuno ha invocato di designare magari ex amministratori, opzione contemplata dallo statuto? Una cosa va detta: Bof e il direttivo hanno giocato d’anticipo, perché Fdi da tempo lamenta la sua assenza nei cda di peso, rivendica assessori a Treviso, chiede di essere rappresentato con il suo peso adesso superiore a Forza Italia. Ma forse troppo d’anticipo, di fronte a molte ambizioni di sindaci leghisti. E i più fini strateghi dicono che se Della Pietra è avversario temibile, allora è meglio trovare l’intesa.

Dicono che Da Re e i suoi, che vedono Della Pietra come fumo negli occhi per gli scontri frontali a Pieve di Soligo, non l’abbiano presa benissimo.

Ma anche big come Conte e Marcon tacciono, e il loro silenzio sembra un eloquente rumore. Bof si riserva una contro bordata proprio a Coin: «All’elezione precedente dell’Acmt era stata designata Barazza, del Pd, e non ero io il segretario, e non mi risulta fossimo alleati con il Pd». Sottinteso: era Coin.

Insomma, si annunciano code velenose e altre tossine. E pare che la querelle sia già all’attenzione del segretario regionale Stefani.

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