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Cervo a spasso in centro, Treviso incantata

L’ungulato immortalato lunedì 27 giugno all’alba in piazza Borsa

Una giornata sui social a discutere su che tipo di ungulato fosse. Volpi, cinghiali, ungulati: la calata dalle montagne continua

TREVISO. Un capriolo o una cerva? Sembra si tratti di un fusone, un giovane cervo quindi, in gergo un “fusone in velluto”, lo definiscono gli esperti alpagoti, con ancora il “velluto” sulle corna, quindi,appena sotto l’anno di età. Di sicuro si sa che un bell’esemplare di selvatico si è presentato all’alba di lunedì 28 giugno – verso le 5 – in riva al Sile, evidentemente per bere, e già che c’era ha voluto fare una visita alla città.

Un cervo femmina a spasso per Treviso: ecco la sua corsa in pieno centro

Lo ha fatto, peraltro, sotto scorta, perché gli agenti della Questura, dopo averlo intercettato in piazza Vittoria (dove l’animale ha saltato una siepe), per evitare che andasse a sbattere, provocando qualche incidente, l’hanno accompagnato a debita distanza, in modo da non stressarlo.

PER LE VIE DEL CENTRO

Ed ecco che l’ungulato ha attraversato via Cadorna, si è presentato in piazza della Vittoria, poi Corso del Popolo, s’è affacciato a Piazza Borsa, e, incurante dei divieti, ha proseguito, quasi al galoppo, per via Martiri e fino alla Loggia dei Cavalieri. «Un’immagine surreale, che peraltro messaggia, più di ogni altro elemento, la bellezza della città e la sua capacità di accoglienza» commenta il sindaco Mario Conte, «La città della biodiversità. Mi auguro che al nostro ospite Treviso sia piaciuta e che magari ce lo faccia anche sapere».

L’auto della polizia ha continuato a scortarlo fino a che l’animale ha completato il giro del centro ed è poi scomparso alla vista.

LO STESSO DI SILEA?

Potrebbe essere lo stesso selvatico che nei giorni scorsi si è presentato a Silea? «Potrebbe, di queste presenze ne contiamo già parecchie nel territorio – ammette Iris Moneta, volontaria del Centro recupero animali selvatici -. Non sappiamo ancora se è un capriolo adulto o una cerva giovane. O un fusone. Poco importa. L’importante è che anche questa gradita sorpresa risulti un monito a portare rispetto ad ogni creatura, umana o animale che sia».

Sorpresa sì, ed anche gradita, conviene il sindaco.

«Probabilmente il capriolo (se è di questo che si tratta) è sceso dal Montello, inseguendo qualche corso d’acqua – spiega Conte –, e si è disperso nelle campagne della periferia. Raccomando, a chi lo incontrasse, di non inseguirlo, semmai di proteggerlo se dovesse intercettarlo in situazioni pericolose per lui e per noi umani».

I LOCKDOWN

I diversi lockdown, con lo spopolamento dei centri urbani, hanno indotto i selvatici ad uscire dalle loro riserve, dalle loro tane, e a curiosare nei territori fino ad allora proibiti.

Ma questi, non sapendo della zona bianca, nemmeno di quella gialla, si sono attardati intorno ai paesi, magari tanti si sono anche persi, abbandonandosi in condizioni di forte stress – rileva il consigliere regionale Andrea Zanoni, reduce da una protesta contro l’uccisione di ben 19 lupi – e con le temperature torride rischiano di rimetterci la pelle.

«Si, rischiano l’infarto se lo stress è troppo spinto», ricorda (ed ammonisce) Moneta. Treviso, nel passato, ha ricevuto la visita di volpi (una è stata trovata morta in piazza dei Signori) ed anche dello sciacallo dorato.

I CAPRIOLI

I caprioli, spingendosi lungo l’ “autostrada del Sile” sono arrivati fino in laguna, dove pure hanno fatto il bagno. Qualche daino ha sfondato i recinti per finire in spiaggia, dalle parti di Eraclea. I cinghiali emigrano dalla pedemontana con danni irreversibili per le campagne. I lupi scendono dalla montagna e attraversando le strade finiscono sotto le auto: ben 7 dal 2014 tra Vittorio Veneto, Miane, la pedemontana del Grappa.

I CARNIVORI DEL CANSIGLIO

I carnivori del Cansiglio, nel frattempo, hanno imparato a convivere con gli allevamenti e i mandriani. Cacciano soltanto cervi, che si sono ridotti ad un terzo rispetto a tre anni fa. L'orso e la lince? Sembrano spariti. Intanto “bianchina”, la capriola di Collalbrigo, sulle colline di Conegliano – riferisce Claudio Toppan, che la ospita spesso nella sua proprietà – pare incinta. A presto, dunque, i primi “bianchini”?

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