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Chiude per sempre l’outlet di Stefanel a Ponte di Piave

Il Ministero approva la cassa integrazione per cessazione per lo spaccio trevigiano, simbolo del brand acquisito da OVS

andrea de polo
2 minuti di lettura

TREVISO. L’epopea trevigiana di Stefanel finisce con una nota di tre righe del Ministero del Lavoro, datata 14 giugno scorso, in cui si autorizza la «cassa integrazione straordinaria per cessazione» per l’outlet di Ponte di Piave. Lo spaccio aziendale di via delle Industrie a Levada, precursore di tanti altri spuntati come funghi sul territorio, non riaprirà mai più, perché OVS - che ha rilevato Stefanel con l’obiettivo di rilanciare il marchio - non lo ritiene un negozio strategico. Di trevigiano, ora, resterà solo lo stabilimento di Ponte di Piave, sovradimensionato, ormai periferico nella galassia aziendale.

la storia

Di tutto si può parlare meno che di fulmine a ciel sereno, dato che la scelta era stata annunciata da OVS, e considerato che l’outlet di Stefanel negli ultimi anni aveva fatto non poca fatica a sopravvivere tra proliferazione di centri commerciali, “fast fashion” firmata Zara e H&M, crisi del settore iniziata ben prima del Covid. La favola dell’azienda nata da un minuscolo laboratorio di famiglia per volontà di Carlo Stefanel, che nel 1959 aprì il “Maglificio Piave” - solo dal 1980 sarebbe diventato Stefanel - aveva perso la magia ormai da qualche anno, almeno dal 2017, quando nella compagine aziendale fecero la loro comparsa per la prima volta i fondi Oxy e Attestor, inaugurando la stagione delle turbolenze.

la famiglia

Filo conduttore tra la Stefanel degli anni ruggenti (gli Ottanta soprattutto, con la quotazione in Borsa e il basket a Trieste), e ciò che ne rimane oggi è Giuseppe Stefanel, per tutti Bepi, figlio di Carlo. “Bepi” da anni ormai non commenta le notizie relative al brand di famiglia, ma chi lo conosce assicura che gli ultimi tempi lo hanno provato come non mai. Si è arrivati persino al paradosso di “Stefanel contro Stefanel”, Bepi contro l’azienda di cui era presidente: nel 2014 “Bepi” aveva promesso un contributo di 5 milioni in caso di necessità dell’azienda, un “equity committment” che secondo gli azionisti andava saldato nel 2017, quando l’azienda si trovava in regime di concordato. Secondo l’allora presidente, invece, non c’erano le condizioni, e la partita era finita in tribunale. Fino a luglio del 2020, quando le parti hanno finalmente trovato un accordo che estingue il debito del presidente e mette fine all’azione giudiziaria.

la chiusura

Non c’è stato nemmeno il tempo di entrare per l’ultima volta nell’outlet. I clienti, a dire il vero, lo avevano abbandonato da tempo, spostandosi verso i centri commerciali e verso l’online, dove pure l’azienda di Ponte di Piave ha investito parecchio nel corso degli anni. Ma lo spaccio non aveva mai riaperto dopo l’emergenza Covid. E OVS, al momento di acquisire Stefanel, lo aveva messo sullo stesso piano degli outlet di Carpi, Verona, Milano, Alessandria, Firenze e Ancona: siti non strategici, cioè da chiudere. Gli investimenti dirottati su altri negozi.

il personale

L’epopea cede quindi il passo ai decreti, alle firme sulla cassa integrazione, al sindacato. Il programma di cassa integrazione straordinaria approvato dal ministero con decreto del 14 giugno concede gli ammortizzatori straordinari per il periodo dal 3 maggio 2021 al 2 maggio 2022. «La scelta di non riaprire l’outlet di Ponte di Piave risale ancora al passaggio a OVS, quando alcuni negozi rimasero fuori» spiega Tiziana Basso della Cgil Veneto, «dopo la chiusura della cassa integrazione per amministrazione straordinaria, per vendita e chiusura dell’attività, è partita la cassa “straordinaria” per cessazione, che coinvolge in Italia una quarantina di persone». Di queste, per il Veneto sono 6 a Ponte di Piave e 5 a Verona. Come detto, per nessuna di loro è stata una sorpresa. I sindaci hanno lamentato la perdita di un presidio storico per il territorio, ricordando gli anni in cui Stefanel dava lavoro a intere famiglie di Ponte di Piave. Ora OVS sta investendo per ridare nuova linfa allo storico marchio, ma Ponte di Piave non sarà mai più il centro del villaggio Stefanel. 

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