Altivole, a Ennio Brion la cittadinanza onoraria

Il docufilm

Una cittadinanza onoraria particolarmente sentita e di grande significato, quella concessa giovedì sera dal sindaco di Altivole Chiara Busnardo: a fregiarsi di questo titolo sarà infatti Ennio Brion, figlio di Giuseppe e Onorina Brion, sepolti nel cimitero di San Vito nella celeberrima Tomba Brion realizzata dall’architetto Carlo Scarpa. Fu proprio lui ad indicare il nome di Scarpa come artefice di uno dei capolavori dell’arte contemporanea che ogni anno viene visitato da 15 mila turisti, creando anche un indotto non indifferente per Altivole. Ed è stato lui a sostenere il restauro appena concluso, durato cinque anni, che ha riportato all’antico splendore questo complesso monumentale, dove lo stesso Scarpa volle essere sepolto.


Un restauro dalle molte sfaccettature, a cui è stato dedicato il docufilm prodotto dal Comune “Le Voyage d’Or” realizzato dal regista Riccardo De Cal che ha raccontato il lavoro svolto sotto la guida dell’architetti Guido Pietropoli, uno degli allievi di Scarpa E in occasione della proiezione pubblica del documentario è stata consegnata la la cittadinanza onoraria a Ennio Brion. Impossibilitato ad essere presente di persona, è stata ritirata da Sergio Marcolin, cugino di Brion e attuale custode del complesso. Brion ha voluto partecipare con un collegamento telefonico: «È stata una esperienza entusiasmante e mi fa piacere che ad anni di distanza questo riconoscimento sia dovuto per questa scelta. Essere il committente di un’opera d’arte è una grande responsabilità. Sono felice che questa opera, all’inizio anche un po’ contestata, abbia assunto un significato particolare per la comunità». «Grazie a lei - ha risposto la sindaca Busnardo - per aver scelto Scarpa e aver scelto San Vito». —

D. N.

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