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Maturità a Treviso, centini in serie anche al Duca degli Abruzzi tra vaccini, Dad e startup di domani

In due classi dodici “bravissimi” dopo la sola prova orale. Nel loro futuro progetti digitali ma anche mestieri “classici”

TREVISO. L’accelerazione allo smart working impressa dalla pandemia. Ma anche il sogno di aprire una start-up e imboccare la via dell’innovazione. Si registrano centini in serie pure al Duca degli Abruzzi ed è sempre interessante analizzare interessi e aspirazioni degli studenti, spesso strettamente collegati alle tesine.

Non passa inosservata la 5ª C dell’economico-sociale, con cinque alunni premiati con il punteggio più alto: Marta Bittus, Emma Cappellina, Vanessa Cazziolati, Gaia Favaro, Isabella Veschetti.

Obiettivo startup

Marta parla già al futuro: «Ho dedicato l’elaborato al fenomeno delle startup, mi ha sempre incuriosito», racconta, «studierò Psicologia, ma per quando sbarcherò nel mondo del lavoro l’idea ce l’ho già: non sarebbe male creare una startup, inventare e proporre qualcosa di nuovo. Sì, mi piacerebbe lavorare nell’innovazione. Un lavoro proiettato sul futuro». Curiosa la risposta che la studentessa del Duca dà in merito alla Dad: «Il ritorno in aula in pianta stabile per l’ultimo mese è stato faticoso. Non ero più abituata, ormai la didattica a distanza era entrata nelle mie corde. E, per di più, ci siamo trovati con tante verifiche ravvicinate. Sì, le ultime settimane in presenza sono state quasi uno choc». Nel mentre, la compagna Cappellina si è concentrata sull’attualità, analizzando gli aspetti negativi dello smart working: «La pandemia ha indicato la rotta, alle aziende piace, in futuro ci sarà sempre più lavoro agile. Ma è un metodo che non mi ispira più di tanto, specie se fatto con continuità. Meglio un sistema misto: metà settimana in presenza, metà da remoto. Lo smart working prolungato può inficiare la compattezza del gruppo e generare stress psicologico. Le ore di lavoro aumentano, c’è il rischio del “workaholism”, dell’eccessiva dipendenza». Quel che spera ora è di fare l’università in presenza: «Studierò Economia e Commercio. Prima un viaggio con gli amici a Rimini: prenoto subito il vaccino», conclude la studentessa di Casier.

Giudice calciatore

Di livello assai alto è pure la 5ª A del medesimo indirizzo, che conta sette alunni capaci del punteggio più alto: Luca Bardini, Beatrice Rossi, Rossella Vignoto, Angelo Zanchetta, Aurora Fossaluzza, Beatrice Sarto, Nicole Inciardo. Del “gruppetto vincente” fa parte pure un calciatore di Serie D: Bardini milita nel Montebelluna, ruolo terzino. Cresciuto nel vivaio di via Biagi, è dall’anno scorso in prima squadra. «Una salvezza sudata con tanto di spareggio, ma per fortuna ce l’abbiamo fatta», esordisce il neo diplomato, «ora studierò Giurisprudenza: so che è molto difficile, ma mi piacerebbe intraprendere la carriera di magistrato». Senza mettere da parte il pallone, almeno per qualche anno.

Maturità e vaccini

Spostandoci al Canova, fra i sette centini della 3ª A classico c’è pure Irene Bonariol con il suo futuro ben delineato. Che segue la tradizione di famiglia. «Il 3 settembre farò il test per Medicina, è il mio sogno fin da piccola», rivela, «un ambito che mi ha sempre affascinato, anche se avere entrambi i genitori medici incide parecchio: mio padre è chirurgo in III Chirurgia al Ca’ Foncello, mia mamma è medico di base». Per l’elaborato ha affrontato il tema dell’eutanasia nel mondo greco e latino: «Sono partita dall’Antigone di Sofocle, ho analizzato il tema del suicidio in Seneca. Sì, temi delicati, non semplici da trattare. Ma mi interessava capire come fossero stato affrontati nell’antichità, i possibili rimandi con il mondo attuale». Irene si è già vaccinata: «Così ho fatto la maturità in sicurezza e ora posso pensare al viaggio con le amiche a Gallipoli».

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