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Polo Amazon di Roncade: depositati i nuovi progetti spunta l’ipotesi di un cavalcavia sull’A4

Dopo il no di Ministero e Autovie si punta a blindare il traffico in Treviso Mare creando uno svincolo ad hoc verso l’autostrada

Dalla settimana scorsa, dopo mesi di calma piatta, è ripartito il conto alla rovescia. Dal punto di vista amministrativo l’insediamento del nuovo polo logistico previsto da Amazon nel comune di Roncade, all’angolo sud-ovest tra la Treviso-Mare e lo svincolo del casello di Meolo lungo l’A4, era rimasto congelato per quattro mesi. Formalmente non risultava più alcuna istanza autorizzativa depositata in Comune.

A stoppare i progetti del colosso multinazionale del commercio elettronico erano state in particolare le osservazioni del concessionario autostradale Autovie Venete, confermate dal Ministero dei Trasporti. Il 17 febbraio scorso la conferenza dei servizi convocata dal responsabile del procedimento, l’architetto Alessandro Lillo, aveva stabilito la non conformità del progetto preliminare presentato il 30 dicembre dell’anno scorso.

Il punto critico riguardava soprattutto la presenza di una nuova rotatoria lungo la strada regionale, troppo vicina, per le norme in materia di sicurezza stradale, a quella già realizzata per l’accesso al casello di Meolo e a quella progettata per mettere in sicurezza lo svincolo di Vallio. Tra i rilievi degli enti c’era anche la solo parziale separazione tra il traffico pesante in entrata (afferente in via quasi esclusiva alla rete autostradale) e la viabilità ordinaria. Si parla di un flusso da e verso il “magazzino” di 612 mezzi pesanti ogni giorno.

In questi mesi i progettisti incaricati dalla società Faresì (una cordata a cui partecipano il gruppo trevigiano Mosole e quello veronese Beozzo) e dal soggetto attuatore Techbau, per conto di Amazon Italia Logistics, hanno cercato di trovare la quadra adattando il loro progetto originale alle prescrizioni dagli altri enti chiamati ad esprimersi.

Tra le novità, sul fronte dell’impatto ambientale, sono stati inseriti anche quattro ettari di aree verdi e la piantumazione di 1500 piante ad alto fusto.

Ma in questi quattro mesi di lavoro serrato, in ambito progettuale, la partita si è giocata anche su altri campi, in particolare sul fronte politico. La scelta di accedere alla variante urbanistica attraverso lo “Sportello Unico delle Attività Produttive” garantisce alla multinazionale un procedimento amministrativo semplificato. Oltre al comune di Roncade, che sembra tutt’altro che contrario all’operazione, gli altri enti territoriali che hanno voce in capitolo sono la Provincia di Treviso e la Regione Veneto: entrambi nella fase preliminare non hanno posto particolari opposizioni nè nel merito nè nella scelta della procedura. E ora? «È stata depositata una nuova istanza preliminare» spiega il sindaco di Roncade Pieranna Zottarelli «ci sono venti giorni di tempo per chiedere eventuali integrazioni, al termine dei quali sarà indetta una nuova conferenza dei servizi preliminare».

Rimangono fuori, per ora, da tutto questo processo i sindaci dei comuni limitrofi, in particolare Monastier e Silea, che, assieme ai colleghi e alle associazioni di categoria, da mesi chiedono la creazione di una “cabina di regia” per mitigare l’impatto di area vasta di un simile investimento. Ora i nodi, anche quelli politici, potrebbero arrivare al pettine. 

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