Più ricchi grazie alla fusione Ottenuti 131 euro a cittadino

La fondazione Think Tank Nordest valuta gli effetti delle unioni: «Servizi migliori» Il sindaco Rampin: «L’obiettivo ora è riunire i 20 mila della comunità montana» 

Pieve del grappa

La prima fusione in provincia di Treviso, finora anche l’unica, è quella che ha dato vita al comune di Pieve del Grappa. A spingere l’unione tra gli storici municipi di Crespano e Paderno, una vera e propria rivoluzione amministrativa che è rimasta un unicum a livello provinciale, fu soprattutto la prospettiva di un trattamento “premiale” sul fronte dei trasferimenti statali. Due anni dopo, si prova a fare un bilancio.


Stando ai risultati di uno studio della Fondazione Think Tank Nord Est, dedicato ai processi di fusione avvenuti in Veneto, le ricadute, in ambito regionale, sono state importanti. Tra il 2014 e il 2021 sono sono arrivati 41 milioni di euro di contributi dallo Stato e circa 7 milioni di euro dalla Regione Veneto. Pieve del Grappa, è uno degli ultimi arrivati e stando al rapporto diffuso ieri dal centro studi il processo di fusione, ufficiale dal 2019, ha già fatto guadagnare in ambito comunale la somma di 131 euro pro capite. La nuova realtà pedemontana si colloca al decimo posto (su 13) della classifica che, bisogna sottolinearlo, contempla anche amministrazioni che si sono “unite” molti anni prima. A livello generale il Comune più sovvenzionato è Val di Zoldo in provincia di Belluno, ben 239 euro all’anno per abitante. Fanalino di coda Barbarano Mossano, nel vicentino, con 120. Nonostante i cospicui incentivi statali, le fusioni dei comuni stentano a decollare in Veneto dove la metà dei referendum è stata bocciata. Si sono tenute 29 consultazioni: 14 approvate e 15 respinte.

Sulle pendici del Grappa, però, sembra che la valutazione costi benefici spinga fortemente verso nuove aggregazioni, mettendo da parte i campanilismi: «Le fusioni, per le realtà con una popolazione al di sotto dei tremila abitanti, sono essenziali» dichiara il sindaco di Pieve del Grappa, Annalisa Rampin «l’obiettivo del nostro territorio è quello di far nascere un comune composto da tutti i membri dell’unione montana che possa raggiungere il punto di pareggio, tra costi e benefici, calcolato in circa 20 mila abitanti». Lo Stato trasferisce a Pieve del grappa ogni anno una somma poco inferiore ai 900 mila euro, la Regione Veneto ha versato l’importo una tantum di 480 mila euro. Il risparmio economico sui costi fissi, ottenuto tramite l’accorpamento dei due comuni trevigiani, è di circa 60 mila euro l’anno. L’importo non è indifferente se sommato ai trasferimenti statali ottenuti.

«La fusione tra Municipi è un’occasione per il rilancio dei piccoli Comuni», spiega Antonio Ferrarelli, presidente della Fondazione Think Tank Nord Est «perché permette di ricostruire dal basso la propria identità. La rinuncia al “campanile” porta contributi e risparmi di costo e consente la realizzazione di progetti per la collettività». Insomma la direzione è segnata. —



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