Contenuto riservato agli abbonati

“Biblioteca Comisso”, le associazioni trevigiane si mobilitano con una raccolta firme

Lo scrittore Giovanni Comisso

Bianco: «Intitoliamo allo scrittore la sede di Borgo Cavour». Tra i sottoscrittori l’ex direttore dei Musei Eugenio Manzato

TREVISO. Ci avevano già provato un paio d’anni fa, un po' tiepidamente, in occasione del cinquantennale della morte di Giovanni Comisso, ma il Comune non lo trovò opportuno e la cosa finì lì. Questa volta, però, dopo opportune considerazioni condivise con l’Assemblea dei Soci, l’Associazione Amici di Giovanni Comisso ha deciso di partire dal dialogo con i cittadini per tornare a chiedere al Comune che la Biblioteca civica di Borgo Cavour venga intitolata a Giovanni Comisso.

La richiesta, questa volta, nasce quindi dalle principali associazioni trevigiane, Amici di Comisso in testa: primi firmatari sono il Rotary Club Treviso (che salvò dalla dispersione l’archivio dello scrittore donandolo al Comune), Ateneo di Treviso, CartaCarbone, Società Dante Alighieri di Treviso, TRA Treviso Ricerca Arte, Tema Cultura, Treviso Comic Book Festival ed [e]DEsignFestival.

E di sostenitori ne hanno trovate a decine in poche ore. «Ho il telefono sotto assedio», afferma tra il divertito e l’orgoglioso Ennio Bianco, presidente dell’Associazione Amici di Comisso. «Abbiamo aperto la petizione alle 10 e alle 16 avevamo già raccolto oltre 120 firme, mentre continuano a chiamarmi molte persone che esprimono la loro convinta adesione all’iniziativa. Poi, lo confesso, ho un po’ perso di vista il contatore, perché sono impegnato al Memoriale Veneto della Grande Guerra di Biadene per allestire la mostra “Giovanni Comisso e Mario Botter nella Fiume di D’Annunzio” che inaugurerà l'11 luglio».

Ecco: è forse proprio qui, nel coinvolgimento attivo e instancabile di Bianco e dell'associazione che presiede nella valorizzazione dell’opera di Giovanni Comisso, che va ricercata buona parte del consenso che l’iniziativa ha riscosso. Forse mai come negli ultimi anni l’opera dello scrittore trevigiano è stata valorizzata non solo negli ambienti accademici ma in molti ambiti della sua città, che sembra averne ritrovato e rinnovato la memoria grazie alle tante iniziative che rendono il Premio Letterario Giovanni Comisso non un evento annuale ma una sorta di centro studi aperto tutto l’anno, anche durante le chiusure imposte dalla pandemia, grazie alla sua vivace attività nel web.

È una richiesta meno timida della prima questa che chiede al Comune di riconsiderare l'opportunità, la cui validità è suffragata anche dalla pronta adesione di illustri sottoscrittori come Eugenio Manzato, don Paolo Barbisan, Alessandro Cinquegrani, Chiara Casarin e tante altre personalità della cultura trevigiana.

«Non posso prevedere come andrà a finire», sottolinea Bianco «ma sicuramente posso affermare che i primi firmatari hanno aderito all’iniziativa con autentico entusiasmo e la comune volontà di ricordare Comisso con un’intitolazione importante come quella della Biblioteca civica, dove tra l'altro è custodito l'archivio dello scrittore. Un archivio che oggi è oggetto di un’importante opera di digitalizzazione sostenuta dal Comune e dalla Regione, ed anche di un poderoso incremento in virtù dei moltissimi articoli giornalistici di Comisso che stiamo ricercando e acquisendo in forma digitale in tutta Italia».

La petizione è sottoscrivibile da tutti online, nella piattaforma Change.org. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Video del giorno

Tokyo 2020, Federica Pellegrini scatenata su Instagram: ecco il suo balletto con Martina Carraro

Gazpacho di anguria, datterini e fragole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi