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Un robot per curare i vigneti nel Trevigiano: «Così si sconfigge la carenza di addetti». Boom di richieste

Rinaldin lancia la macchina che funziona senza personale. Diserbo, trattamenti, cimatura: è già boom di richieste

TREVISO. Le aziende agricole non trovano personale? Qualcuno sta pensando di sostituire le persone fisiche con i robot. Se finora i prototipi delle varie macchine agricole che funzionano “da sole” si sono succeduti uno dietro l’altro, da domani in provincia di Treviso uno di questi robot entrerà per la prima volta in commercio.

La macchina si chiama “Vitibot”, arriva da un produttore francese, è commercializzata dalla Rinaldin Group Srl di Ponte di Piave e fa praticamente tutto, dal diserbo alla cimatura, senza bisogno di personale. Lo stesso amministratore delegato dell’azienda, Roberto Rinaldin, afferma che: «Non è politicamente scorretto dire che risolve il problema della manodopera. Se mancano persone, e se non c’è la disponibilità dell’uomo a fare determinati lavori, ci sono i robot».

Come funziona

La presentazione è in programma domani alle 15.30 in un’azienda agricola di Noventa di Piave (posti contingentati per rispettare le norme anti Covid). “Vitibot” è nato, come detto, in Francia, dove viene già costruito in serie. Ne sono stati venduti, finora, una cinquantina di esemplari: «Lavora nei vigneti in maniera del tutto indipendente» continua Rinaldin, «viene mappato un pezzo di vigneto, e gli si dice cosa deve fare. Mostreremo per prima cosa il diserbo sottofila, per evitare quello chimico. Ma è già prevista la possibilità di cambiare utensili, sempre nella stessa macchina, per usufruire di un sistema di trattamenti, del diserbo meccanico interfilare, della cimatura e del taglio dell’erba».

La macchina è totalmente elettrica, senza batterie, senza inquinamento. Non c’è differenza (o quasi) tra vigneti di pianura e vigneti di collina: è progettata per superare pendenze oltre il 45%. Il costo? Top secret, ovviamente. Va da sé che non è un piccolo produttore difficilmente potrà permetterselo. Le richieste, finora, arrivano soprattutto dai contoterzisti.

Addetti a rischio

E qui entra in gioco l’altro aspetto della questione: il robot manda in pensione la manodopera? Le aziende agricole si lamentano di non trovare personale. «Il fatto che interessi ai contoterzisti è significativo» spiega Rinaldin, «essendo un problema trovare manodopera specializzata, avere delle macchine che funzionano senza personale in carne e ossa è una prospettiva che incuriosisce molto. Non è politicamente scorretto: se mancano le persone, non si può dire che il robot porti via il lavoro a qualcuno».

Rinaldin assicura che Vitibot è la prima macchina di questo tipo a essere commercializzata in Italia. In questi anni vigneti Doc e Docg hanno fatto il pieno di robot di ogni tipo, da quelli per i trattamenti a quelli per la raccolta in automatico dell’uva (di fatto i primi a fare la loro comparsa tra i filari). Ma effettivamente sono pochissimi quelli già in commercio, e utilizzati con una certa regolarità. Lo scoglio maggiore resta quello del prezzo, che non potrà essere alla portata di tutti.  

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