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Parcheggi al posto di negozi: ecco limiti e concessioni decise dal Comune di Treviso

Via Canova e l'ex Intendenza di Finanza

La giunta Conte rivede il progetto lanciato anni fa dall’ex sindaco Manildo per tutelare la presenza di vetrine commerciali in città. Calano i vincoli

TREVISO. Stop ai parcheggi al posto dei negozi sfitti in centro storico. Ci aveva provato Manildo con una apposita variante ma il progetto venne presto stoppato dalla revisione del piano interventi voluta da Conte. Ora è Conte stesso a rimettere mano al progetto dopo aver fatto alcuni correttivi, ovvero aggiungendo alcuni vincoli, e togliendone degli altri. Il piano è andato ieri sera in commissione urbanistica ed a fine giugno, o alla peggio luglio, finirà sul tavolo del consiglio comunale assieme agli altri temi urbanistici contenuti nella variante approvata dieci giorni fa dalla giunta. E segnerà le prossime riqualificazioni edilizie in città. I cantieri infatti fremono.

Quadrante nordest

Nell’area che va da piazza San Vito fino Porta Piave il Comune ha messo il vincolo che vieta le trasformazioni di botteghe sfitte in parcheggi in via Manzoni, ma l’ha tolto su tutta la fascia di via Carlo Alberto dove affaccia l’ex Questura, e dove affacciano tanti palazzetti privi di garage (salvo ricavarlo al pianterreno come per l’ex cinema Astra). Identica sorte è toccata a via Municipio dove insistono gli immobili ex Cassamarca oggi acquisiti da Pesce per essere riqualificati a fini residenziali. Sempre in zona però l’amministrazione ha deciso di imporre il divieto di trasformazione degli spazi al pianterreno per tutta via Inferiore, obiettivamente troppo stretta per immaginare auto in manovra fuori e dentro le case che affacciano sulla storica stradina del centro storico.

Via Municipio

Quadrante nordovest

Nell’area di Borgo Cavour, Mura e piazza Duomo pressoché tutto è vincolato alla non trasformazione, ma mancava proprio la via principale del Borgo per la quale il Comune ha deciso di imporre nuova tutela anti trasformazioni liberando da vincoli però – e salta all’occhio – tutta via Canova dove si stanno facendo carte per trasformare tutta l’ex intendenza di Finanza in un hotel e “Silver house” (casa per anziani di lusso) firmata Benetton. Nessuna restrizione per il quadrante più vicino alla Città Giardino non avendo negozi al pianterreno ed essendo costituito più che altro da villette. Spostandosi verso il centro resta il vincolo su Piazza Pola (dove sono comunque già comparsi dei garage al pianterreno di un palazzetto storico che affaccia sulla piazzetta)e via Paris Bordone, e ovviamente sul Calmaggiore, Barberia e vie interne al cuore della città. Nessuna limitazione invece per i palazzi dell’area di piazza Pio X.

Area sud est

Siamo nel quadrante da Corso del Popolo all’università. È stato definitivamente tolto il vincolo che ancora restava sul tratto finale di via Bergamo, dove ormai molti ex negozi sono già stati convertiti in autorimesse ancor prima della prima modifica urbanistica lanciata da Manildo, e sono stati tolti i vincoli su via Santa Margherita, via Filodrammatici e piazza Santa Maria dei Battutti. Già, la piazza che sarebbe pedonale ma non lo è visto che vi transitano in entrata e uscita le auto dei residenti ed altre ne arriveranno con la riqualificazione del condominio ex Inpdap e della palazzo a Ponte S.Agata. A quel punto, tanto valeva dare ai residenti anche la possibilità di ricavare garage al pianterreno, ammesso servano garage. Anche i negozi di via Collalto potranno essere riconvertiti alla sosta delle auto. Resta solo il vincolo sul tratto iniziale di via Manin, l’area di piazzetta Lombardi, tutto vicolo Barberia (ovviamente) Corso del Popolo.

Area sud ovest

Nella zona da viale Cadorna fino a via Cesare Battisti e Città Giardino c’erano pochi ambiti non già organizzati in autorimessa al pianterreno, ed anche poche vetrine da tutelare. Nelle mappe che verranno discusse in consiglio comunale a fine mese con la variante proposta dal Comune non compaiono pressoché vincoli, casomai la conferma di un non vincolo: su Piazza della Vittoria e via San Nicolò dove c’è massima libertà di ricavare rimesse se i negozi al pianterreno dei palazzi non avranno fortuna.

i nuovi vincoli ai palazzi

Nella rinnovata mappa del centro storico spuntano anche i nuovi gradi di protezione dati agli edifici “del Novecento”. Fino ad ora avevano solo una tutela formale, con la variante invece saranno maggiormente protetti. Si potranno effettuare riqualificazioni o parziali demolizioni per ristrutturare solo con l’ok preventivo del consiglio.  

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Nuova Ztl

Nuova Ztl in via Dei Dall’Oro «Era la richiesta dei residenti»: dalle 18 alle 24 e tutto il giorno nei weekend

Stop alle auto in via dei Dall’Oro. Nel tratto compreso tra piazza Pio X e via San Nicolò non potranno passare le auto dalle 18 alle 24 dal lunedì al venerdì, e per tutta la giornata il sabato e la domenica. Ca’ Sugana ha deciso di istituire una nuova ztl, sulla scorta delle richieste dei cittadini. «La sera capita che venga imboccata contromano, e l’uscita su via San Nicolò in ogni caso ha una visibilità limitata. Abbiamo scelto di chiuderla in via sperimentale, accogliendo le richieste della petizione», dice il vicesindaco Andrea De Checchi. In più il ristorante della via ha un plateatico che riduce ulteriormente la larghezza. Via dei Dall’Oro segue di pochi mesi la chiusura di un tratto di via Castelmenardo, necessaria a lasciare spazio ai plateatici dei ristoranti. Ma, in questo caso, un provvedimento sperimentale è destinato a diventare definitivo.

«Sta andando bene, abbiamo riscontri positivi sia dai commercianti, che dai residenti», aggiunge il vicesindaco. Le prossime tappe per l’estensione della Ztl sono le più impegnative: via Roggia e Borgo Mazzini. Se per la prima non ci sono ancora previsioni a breve termine, per la seconda «pensiamo di fare qualche sperimentazione già durante l’estate: la sera e nei fine settimane. La chiuderemo alle auto per il mercatino vintage del primo weekend di settembre, ma forse anticiperemo in corrispondenza di qualche altra manifestazione», prosegue De Checchi. Per via Roggia, di cui ormai di parla da anni, si dovrà attendere qualche settimana in più, ma anche il Pums, ormai pronto per essere approvato in giunta, conferma la volontà da parte di Ca’ Sugana di chiuderla al traffico, almeno in orario serale e nei festivi. 

Le tre zone

Per l’ex Questura l’area Intendenza e via Municipio c’è il liberi tutti

Via Carlo Alberto

Difficile non notare come alcune modifiche al piano di riqualificazione degli ex negozi cadano lì dove sono previsti programmi di investimento e ristrutturazione milionari. Salta all’occhio infatti la proposta di eliminazione dei vincoli da strade come via Carlo Alberto, via Canova e via Municipio, centralissime e non sempre agevoli per il traffico, ma sulle quali pesano progetti milionari. Un caso? Si veda per primo il caso di via Carlo Alberto. La liberalizzazione ricade lungo tutto il tratto dalla piazza di Madona Granda fino a San Leonardo, per buona parte occupato dalla facciata dell’ex Questura.

L’immobile è stato acquistato ormai tre anni fa da Roberto Alibardi, patron Aliplast. Un acquisto milionario che sottendeva un progetto di riqualificazione a destinazione residenziale che deve ancora prendere il via ma di cui il consiglio comunale ha avuto un primo assaggio alcune settimane fa. Lì si prevedono park interrati, i negozi c’entrano poco, ma la scelta di cancellare eventuali limitazioni urbanistiche dà l’idea si preferisca fare piazza pulita da ogni altra difficoltà.

O forse si pensava a dare una opportunità ai proprietari degli altri palazzi storici che affacciano sulla strada? Chissà. Ancor più emblematica la scelta di togliere i vincoli di destinazione commerciale ai fondi di via Municipio, centralissima (come ben spiega il nome passa sotto le finestre del Comune) ma ciò nonostante ammessa a sacrificare vetrine per lasciare spazio alle auto. Cosa si sta preparando lungo la strada? Uno dei vari investimenti immobiliari della Pesce Costruzioni. Ricadrà sui due palazzi un tempo proprietà di Cassamarca sotto i quali si aprivano gli uffici Unicredit e gli spazi di una vetrina dei vini di Marca. Si prevedono residenze e, per necessità, parcheggi. Ma dove farli? L’ipotesi sarebbe quella di ricavarli al pianterreno, dove c’erano le vetrine, esattamente come fatto da Pesce a Palazzo Bianchetti (in quel tratto di via Inferiore già liberalizzato a simili trasformazioni). Et voilà: dal piano interventi sono sparite limitazioni.

E poi c’è via Canova, stralciata dalla lista degli assi commerciali della città per tutto il tratto da via Fra’ Giocondo fino a Borgo Cavour, il tratto per buona parte occupato dalle pareti dell’ex cittadella della Finanza acquistata da Edizione Holding (Benetton) tre anni fa e oggetto di un piano milionario di riqualificazione a destinazione turistico-ricettiva e residenziale. Visto il giù grande numero divincoli architettonici dell’area, sembra sia stato scelto di togliere almeno quelli sulla destinazione dei negozi. Sono stati considerati sacrificabili anche l’asse commerciale di via S. Margherita (nonostante sia ancora una strada stretta con molte botteghe) e via Filodrammatici. Sulla prima, a onor di cronaca, non vi sono ancora programmi di investimento immobiliare. Ci sono invece sulla seconda, con almeno due famiglie vip della città pronte a prendere casa.  

Mobilità

Altre 5 colonnine di ricarica per auto elettriche in centro

L’obiettivo, annunciato dall’amministrazione, è quello di arrivare a fine anno con 88 posti auto riservati alla ricarica dei veicoli elettrici attivando quindi una quarantina di colonnine. Oggi ci sono 31 colonnine quelle già funzionanti, ognuna delle quali con doppio aggancio, e l’ampliamento della rete è già in corso. Nei prossimi giorni scatteranno infatti i cantieri per altre 5 postazioni: via Nazario Sauro, via Toniolo, piazza Pio X, piazza della Vittoria, via Fontebasso.

Cinque colonnine per una decina di posti auto riservati. Le ultime arriveranno entro l’anno. Terminata questa prima fase l’appalto passerà dall’attuale Be-Charge a Enel X , società seconda classificata nella gara d’appalto per la realizzazione della rete dedicata alle auto elettriche. «L’idea è quella di continuare a spingere sull’ampliamento del sistema arrivando anche al suo potenziale raddoppio contando così su 160 stalli dedicati».