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La discarica non si farà: il Consiglio di Stato ferma la Trentin Ghiaia di Arcade

I giudici romani hanno respinto il ricorso della società. Sul sito potrebbe nascere una struttura ricettivo-sportiva

ARCADE. Il Consiglio di Stato mette le parola fine sulla discarica della Trentin Ghiaia. I giudici hanno respinto il ricorso presentato dalla società che aveva impugnato la sentenza con cui il Tar aveva confermato il “no” ad aprire una discarica di inerti in via Gravoni. Il Comune di Arcade si era opposto alla Trentin per i timori ambientali.

Non solo: in quella zona ci sarebbe stata una vecchia pista militare di decollo, che venne utilizzata da Francesco Baracca. Il Consiglio di Stato ha respinto le osservazioni mosse dalla Trentin che aveva lamentato alcuni errori formali nel procedimento amministrativo: il firmatario del diniego alla discarica, ma soprattutto la precedenza della convenzione siglata con il Comune di Arcade nel 1990 che prevedeva la ricomposizione del sito.

Secondo la società, l’accordo non avrebbe escluso l’apertura della discarica, in quanto la ricomposizione avrebbe potuto avvenire successivamente. Ma i giudici non hanno condiviso la tesi della Trentin, ribadendo che nell’ex cava non si potranno portare rifiuti inerti. Una vicenda che va a chiudersi dopo 14 anni di lotta tra il Comune e la Trentin. Il no della Provincia alla discarica per inerti è datato 2007, sei anni dopo è arrivata la sentenza del Tar che aveva confermato la regolarità delle decisione dell’ente. Dopo l’impugnazione della sentenza, il Comune inviò un'ispezione all’interno delle cava, ritrovando rifiuti e mandando una diffida all’azienda. Sono trascorsi altri otto anni perché il Consiglio di Stato chiudesse la questione.

Ora la palla passa al sindaco Fabio Gazzabin che dalla Trentin dovrà ottenere la ricomposizione ambientale.

Quel documento prevedeva la piantumazione di un bosco, ma alcuni mesi fa l’ex sindaco Domenico Presti e oggi assessore nella giunta Gazzabin aveva provato a intravedere un progetto più ambizioso, sulla scorta di quando fatto da Remo Mosole alle Bandie. «Le potenzialità dell'area sono molte e da parte dell'amministrazione l'apertura ad un recupero c'è tutta», le parole di Presti, «in passato avevo ricevuto un progetto da un professionista che aveva immaginato una riconversione di tipo sportivo. La nostra visione non si discosta di molto. Pensiamo che una struttura ricettiva con vocazione allo sport e al tempo libero possa essere la soluzione migliore».

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