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Il direttore Mazzoleni, la rinascita dopo l’infarto in teatro: «Il mio primo pensiero sempre per la musica»

Celebrato all’alba a Silea il tradizionale “Concerto del Solstizio”. L’evento ha segnato il ritorno alla vita pubblica del direttore d’orchestra

Il presente ha il colore bianco e oro sfumato di un risveglio all’alba.

«Sto lavorando per tornare a dirigere di nuovo, con metodicità e puntiglio. Ho anche ripreso a suonare il pianoforte, a studiare, e, lentamente, sto ricominciando a comporre». A parlare è Stefano Mazzoleni, 59enne direttore d’orchestra e musicista trevigiano che sta cercando di uscire, lentamente, da un lungo dolore.

Il buco nero ha la data del 7 aprile 2019, durante la sua esibizione al teatro comunale Del Monaco per la commemorazione del bombardamento di Treviso del 1944. Mazzoleni sta dirigendo l’Orchestra Filarmonica del Veneto. Gli applausi, il saluto al pubblico prima di tornare dietro le quinte e poi improvviso il buio, durante la pausa tra le esecuzioni: un infarto. Ma la storia di Mazzoleni, stimato e amato in città anche per le sue attività collaterali (già direttore della rassegna “Finestre sul Novecento” e storica guida del “Salotto Musicale”), non si è interrotta quel giorno. A salvarlo dalla morte, nel backstage, il massaggio cardiaco dell’amico compositore Gianni Ephrikian e il supporto di un medico presente a teatro.

Fu necessaria un’operazione al cuore, seguita da un mese in prognosi riservata in unità coronarica, prima del risveglio. Da allora Mazzoleni, un passo alla volta, sta cercando di riconquistare la normalità. E non è assolutamente un caso che il suo riapprodo alla vita pubblica, la sua prima vera uscita dopo due anni di percorso di recupero e riabilitazione, sia stata incorniciata dalle prime luci del giorno, ieri, al “Concerto del Solstizio” edizione 2021 in Restera, a Silea.

Dalle 5.30 del mattino, tra la musica dei Tragos de Tango e l’attenzione massima dei 200 spettatori presenti, si è consumato un vero e proprio ritorno alla vita: quello di un uomo, ancor prima che un musicista e direttore d’orchestra, nonché ideatore di questo concerto mattutino da quasi un decennio, abbagliato e travolto dal primo sole.

«Sono felice, al concerto è arrivata tantissima gente vestita di bianco: è un’usanza che ci portiamo dietro da tempo, e mi affascina sempre particolarmente», racconta il maestro Mazzoleni. Che, oltre ad aver respirato nuovamente la bella aria musicale garantita dalle note di Astor Piazzolla, è stato protagonista di un reading a lui dedicato.

La speaker radiofonica Doriana Vercesi ha letto alcuni brani tratti dal romanzo “La luce dei tempi”, da lui scritto nel 2018 e dedicato alla storia, ai colori e ai sapori della Turchia. A selezionare gli stralci più significativi del libro, oltre alla stessa casa editrice, anche Sarah, figlia del direttore d’orchestra.

«Il Concerto del Solstizio è arrivato alla sua nona edizione, ed è sicuramente motivo di grande soddisfazione sapere che, visto l’orario così estremo, tra il pubblico erano presenti anche amici provenienti da Montebelluna, e non solo dalla città che è a due passi. Ho anche venduto 23 copie del libro: direi che non mi posso proprio lamentare», ha scherzato Mazzoleni durante l’evento, da lui tanto amato.

Per il maestro, una riemersione dopo una strada tortuosa, che presenta ancora qualche curva da superare: «In autunno vorremmo fare un’altra presentazione del libro, a Treviso, ma ancora non è tutto definito», aggiunge il musicista che, con voce ancora lievemente affaticata dopo una giornata iniziata prestissimo, sottolinea il suo amore totalizzante per la musica.

«Le cose stanno andando bene, e per quanto possibile, non voglio ripensare a quello che mi è successo; qualcuno potrebbe anche credere che, dopo la mia felice parentesi letteraria con il libro sulla Turchia, potrei dedicarmi alla rielaborazione della mia vicenda personale e magari scriverci sopra delle pagine. Non è così: se ogni giorno mi rimetto seduto davanti al pianoforte e continuo a comporre, lentamente ma con perseveranza, è comprensibile che il mio solo pensiero, più che alla scrittura, vada tutto verso la musica. Per ripartire da dove mi sono dovuto fermare».

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