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Treviso, Terraglio est, bisogna trovare l’accordo. Veneto Strade trema per il ricorso al Tar

Sant’Antonino, scatta la trattativa con la società immobiliare che teme di essere danneggiata dal passaggio dell’arteria

TREVISO. La diplomazia in campo per non far arenare un’altra volta il Terraglio est. Ora a preoccupare il Comune di Treviso e Veneto Strade è il ricorso al Tar rilanciato da Immoarea, società immobiliare vicentina proprietaria della lottizzazione Nino, che ritiene di essere danneggiata dal tracciato della strada che collegherà la tangenziale di Treviso alla zona industriale di Casier e al Passante.

Silvano Vernizzi, direttore generale di Veneto Strade, conta attraverso la diplomazia di “sterilizzare” il ricorso al Tar e di ottenere per settembre o al massimo ottobre il via libera della Commissione Via provinciale: «Con Immoarea e i suoi legali stiamo già parlando. Abbiamo chiarito loro che lo spazio destinato ai parcheggi della lottizzazione non sarà toccato, verrà solo intaccata una parte di verde. Ma è quello che servirà a realizzare le opere di mitigazione, ovvero altro verde. Speriamo di raggiungere un accordo prima dell’udienza di novembre al Tar», precisa Vernizzi.

Immoarea, tra le righe, ha già dimostrato di essere disponibile alla trattativa, non impugnando per il momento l’ultima variante urbanistica. Un’arma che potrebbe essere usata, con un nuovo ricorso, nel caso in cui la trattativa non andasse a buon fine. Intanto Veneto Strade in questi mesi ha lavorato a tutte le integrazioni richieste da enti, associazioni e cittadini. Pochi giorni fa sono state consegnate al Sant’Artemio, la sede della Provincia, che le pubblicherà e le renderà consultabili per altri 30 giorni. «Pensiamo che per gli inizi di settembre si possa convocare la conferenza dei servizi decisiva», precisa Vernizzi.

In questi mesi i vari enti coinvolti hanno potuto consultare gli incartamenti; ora analizzeranno le integrazioni della società e quindi in una seduta saranno chiamati a votare. Se il via libera arrivasse effettivamente fra tre mesi, nella seconda metà del 2022 potrebbero iniziare i lavori.

Ma oltre Immoarea, Veneto Strade deve convincere anche la Soprintendenza. Per un motivo molto semplice: un “no” dell’ente ministeriale sarebbe decisivo e bloccherebbe di fatto la realizzazione della strada. La Soprintendenza ha chiesto di riprendere in considerazione la galleria al posto del sottopasso, per tutelare maggiormente la campagne e il parco di villa Candiani. Ma, a quanto si apprende, con i nuovi studi e ulteriori analisi di Veneto Strade ha ammorbidito la propria posizione, «stiamo dialogando, e abbiamo aggiunto le mitigazioni richieste. Ma l’opera si farà con il sottopasso, non con la galleria», puntualizza Vernizzi. Per Veneto Strade non è comunque ancora il momento di cantar vittoria. Perché qualora il progetto non convincesse chi ha presentato le osservazioni, anche dopo le ultime modifiche, il ricorso al Tar impugnando proprio il voto della conferenza dei servizi è una strada che i più agguerriti tra gli oppositori all’opera potrebbero perseguire. 

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