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Terraglio est a ridosso della lottizzazione, parte il ricorso al Tar: progetto a rischio

La società Immoarea rilancia la battaglia iniziata nel 2007 contro la strada: «Ignora l’esistenza del piano residenziale»

TREVISO. La società Immoarea prova a fermare al Tar il Terraglio est. Il ricorso presentato nel 2007 e rimasto fino ad oggi dormiente è stato rinnovato a maggio dopo che l’opera è tornata a diventare una “minaccia” per la lottizzazione Nino gestita dalla società e adiacente, in futuro, alla superstrada. La partita legale si riapre con l’udienza fissata il 21 novembre al Tar del Veneto.

«Il tracciato è un danno»

«Il Terraglio est crea un danno all’appetibilità di quegli edifici e della parte residua ancora non costruita», puntualizza l’avvocato Francesca Gambato Caberlotto, che assiste Immoarea. Nel primo ricorso la società vicentina aveva impugnato l’accordo di programma, il progetto preliminare e la variante al Prg; a maggio, dopo 14 anni, ha aggiunto altri motivi, chiedendo l’annullamento di tutti gli atti successivi del Comune di Treviso che riguardano il Terraglio est. Insomma la spada di Damocle incombe nuovamente sugli interessi immobiliari della società, che non ha intenzione di farsi da parte.

Immoarea ha dato incarico a un architetto di seguire l’iter urbanistico: il nuovo tracciato non sembra essere disegnato sopra l’area dove dovrebbe sorgere l’ultimo blocco residuo della lottizzazione Nino, ma nell’area verde antistante: «È come se la variante al Terraglio est non avesse considerato l’esistenza di una lottizzazione in itinere. Sono state previste opere di mitigazione ambientale in altri tratti, ma non nell’area del mio cliente», aggiunge l’avvocato Gambato.

La variante sotto la lente

La battaglia legale potrebbe arricchirsi di nuovi capitoli: per il momento Immoarea non ha impugnato infatti la variante da poco adottata dal consiglio comunale, ma potrebbe farlo entro la scadenza di luglio con un ulteriore ricorso. I tempi della giustizia amministrativa in questo caso rischiano di essere ben più veloci di quelli burocratici della Regione e della Provincia.

Il progetto in sospeso

Il progetto definitivo del Terraglio est è infatti ancora parcheggiato in commissione Via provinciale. Colpa, soprattutto, dei tempi delle varianti: quella di Casier è già approvata e vigente, quella di Treviso invece lo diventerà a breve. Ma i commissari non si sono riuniti ancora una sola volta per analizzare il progetto e la pioggia di osservazioni arrivate da comitati, cittadini ed enti. È trascorso un anno da quando il nuovo tracciato del Terraglio est è stato protocollato al Sant’Artemio, all’epoca la Regione contava di arrivare all’approvazione da parte della Via a metà di quest’anno, per poi procedere entro inizio 2022 con il progetto esecutivo e l’appalto.

I correttivi

I tempi però si sono dilatati notevolmente anche perché Provincia e Comune di Treviso hanno avuto di che discutere su alcuni dettagli del progetto, come la rotonda di via Pasteur. Ca’ Sugana ha poi insistito molto sulla pista ciclabile e sulle opere di mitigazione. E di mezzo ci si è messo anche il rinvenimento di una discarica proprio nel cuore del tracciato. Ancora oggi non è stato deciso se in quel punto il percorso verrà spostato per evitare guai ulteriori.

Lo stop della soprintendenza

Se l’opposizione di comitati, associazioni e cittadini era prevista, in Regione non si aspettavano una posizione tanto dura da parte della Soprintendenza. L’ente ministeriale ha chiesto diversi approfondimenti a Veneto Strade, riportando al centro della discussione il tunnel. Per la Soprintendenza i maggiori costi che la Regione dovrebbe affrontare per realizzarlo non sono una giustificazione sufficiente per affermare che si debba invece scegliere il sottopasso in via Sant’Antonino. L’impatto sul parco di Villa Candiani e sul tratto di campagna che verrà tagliato dal Terraglio est non possono essere ignoranti con poche righe secondo la Soprintendenza.

«Tunnel? impossibile»

Il direttore generale di Veneto Strade Silvano Vernizzi però sul punto è già stato chiaro: «Inserire nel progetto la galleria al posto del sottopasso equivarrebbe e non realizzare il Terraglio est perché costerebbe troppo». Si parla di una differenza milionaria, insostenibile per le casse della società.federico cipolla

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