Consorzio Docg, altro round L’assemblea vota a fine mese

L’elezione del nuovo cda sarà effettuata in presenza, al cinema Careni di Pieve Salgono le quotazioni di Zanon e Giustiniani

PIEVE DI SOLIGO

La sospirata assemblea del Consorzio Prosecco Conegliano Valdobbiadene Docg si terrà il 29 giugno a Pieve di Soligo. Lo ha deciso il consiglio di amministrazione, l’ultimo prima della elezione della nuova governance e il primo dopo il mancato accordo fra le due anime della denominazione in sede di Ministero dell’agricoltura.


La discussione, pertanto, ieri sera ha registrato momenti di vivacità. Fra l’altro è stata l’ultima seduta presieduta da Innocente Nardi. Al voto è stato confermato che si andrà con gli equilibri distributivi decisi il mese scorso: 4 seggi ai viticoltori, 6 agli imbottigliatori, 5 ai vinificatori. Così ha voluto l’attuale maggioranza, capeggiata da Lodovico Giustiniani, che conta su 8 consiglieri rispetto ai 15 del cda.

295 delegati

All’assemblea parteciperanno 295 delegati che dovranno scegliere fra 33 candidati.

Non si parla ancora di presidenza. Il nome probabilmente uscirà a pochi giorni dalle urne, frutto di una delicata intesa tra gli imbottigliatori e le cantine sociali, da una parte, oppure i viticoltori dall’altra. Gli imbottigliatori, dunque, costituiscono l’ago della bilancia.

IL REBUS PRESIDENTE

Si ritiene, secondo i rumors di questi giorni, che le chances maggiori ce l’abbia Gianfranco Zanon, di Spumanti Valdo, gradito anche alle Cantine sociali che in assemblea porteranno il peso di 1500 conferitori. Nella categoria degli imbottigliatori, però, ci sono candidati più vicini alla maggioranza che potrebbero optare per un altro soggetto. In ogni caso non sarà l’assemblea ad eleggere il presidente, ma il consiglio di amministrazione che uscirà dalle urne. Urne in presenza, ovviamente; in ballo, come sede, c’erano il Palasport di Pieve di Soligo ed il cinema Careni: sarà quest’ultimo. L’appuntamento è atteso da un anno, ma nel settembre scorso è intervenuto il ribaltone che ha sottratto al presidente Nardi la maggioranza.

LO SCONTRO CONTINUA

Lo scontro sull’interpretazione dello statuto – in relazione soprattutto al peso ritenuto eccessivo della cooperazione – è scattato ancora nella primavera del 20290, aggravandosi nell’estate per poi diventare dirompente in autunno, quando furono chiamati due saggi a decidere sulla composizione dei seggi. Ma la prossima assemblea non concluderà le vicissitudini, lo scontro è di fatto proseguito anche nel corso del tentativo di mediazione svoltosi a Roma con il sottosegretario Centinaio. Restano in piedi i ricorsi in tribunale che potrebbero di nuovo sconquassare i rapporti interni fra le diverse componenti. —



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