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Treviso, prenotazione obbligatoria per gli eventi e stop ristorazione da asporto nelle sagre

Giovanni Follador, presidente delle Pro loco, immagina la ripartenza: molti appuntamenti torneranno con nuove regole

TREVISO. Giovanni Follador, il “presidentissimo” dell’Unpli, l’unione nazionale delle Pro loco, è rimasto sorpreso, partecipando l’altra sera alla prima riunione provinciale dopo il lockdown. «Ho registrato una forte volontà di ripresa, non tanto delle tradizionali sagre quanto di iniziative, sempre più qualificate, per rianimare il territorio e le comunità. Tante Pro loco hanno messo in calendario iniziative addirittura non programmate».

Qual è la novità di questa ripartenza?

«Senz’altro la disponibilità, anzi direi pure la generosità, delle Pro loco di mettersi in gioco anche nel sostegno delle altre realtà della comunità di riferimento. Penso soltanto al mondo della ristorazione che è stato il più colpito».

L’Unpli ha consigliato caldamente di non organizzare, per quanto possibile, eventi enogastronomici.

«No, li organizzeremo ma in stretta collaborazione con i ristoratori e gli altri operatori del territorio. È una forma di solidarietà verso chi ha patito le conseguenze più gravi dalla pandemia. E immagino che questa nuova relazione continuerà a durare nel tempo».

In sostanza, lei sta dicendo che non ci saranno più contrapposizioni tra le sagre con la polenta e la salsiccia, o con la pizza e la frittura di pesce, e la ristorazione del posto?

«Questo, almeno, vorrebbe essere il nostro intendimento».

Da parte di alcuni organizzatori c’è preoccupazione in merito al rispetto delle norme di sicurezza.

«Preoccupazione sì ma proprio per questo puntuale rispetto delle norme. Una delle più grosse organizzazioni, quella di “Artigianato vivo” a Cison, ha previsto la prenotazione, con numero chiuso. Altrettanto faranno le Pro loco per gli appuntamenti più popolari».

Qual è il bilancio dei primi appuntamenti svolti?

«A Maser si è conclusa con successo la “Mostra delle ciliegie”. Successo dovuto non solo alla frequentazione popolare ma soprattutto al coinvolgimento che la Pro loco ha consolidato sia con i produttori che con i ristoratori».

Nel passato c’è stata qualche polemica per l’asporto organizzato, per esempio l’estate scorsa, in alcune sagre.

«No, nessuna ristorazione da asporto. Questa è l’indicazione che abbiamo dato alle nostre Pro loco. So che in alcuni casi vengono cucinati piatti particolari; la Pro loco di Fonte, ad esempio, prepara i fiori d’acacia fritti, un piatto che di solito non si trova nei ristoranti e negli agriturismi per cui Fonte ha ricevuto il nostro via libera».

In qualche misura, verranno recuperate anche le manifestazioni cancellate in primavera?

«Il Consorzio Opitergino-Mottense recupererà, a metà luglio, un’iniziativa di maggio. Molte Pro loco, tra l’altro, sono già al lavoro per preparare la Festa nazionale dell’11 luglio che vedrà protagonista l’Unpli veneta».  

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