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Il business della Via del Mare a pedaggio, in transito 43 mila auto nel solo weekend

I numeri rilevati nei fine settimana di luglio. Medie mattutine oltre i mille passaggi orari dalle 7 alle 12, idem al ritorno

TREVISO. Cui prodest? A chi giova la “Via del Mare”, ovvero il cantiere da quasi 200 milioni che trasformerà 18,8 chilometri della Treviso mare in una superstrada, rendendo a pagamento la principale via di collegamento al mare del capoluogo e di molti comuni della Marca? Per capirlo conviene dare un’occhiata al numero dei trevigiani che d’estate si accodano sulla strada e che un domani saranno il principale sponsor dell’opera.

Lo studio

A differenza della Pedemontana veneta, costruita ex novo e giustificata da studi di traffico fatti a suon di ipotesi e simulazioni, la “Via del Mare” già esiste. La superstrada sorgerà infatti sulla Treviso mare. Code e incolonnamenti estivi sono nella memoria di ogni automobilista, ma sono anche nero su bianco negli studi commissionati da chi, sulla Treviso mare, un domani lavorerà. Parliamo di Amazon, che al progetto per la realizzazione del Polo tra Roncade e Meolo (a duecento metri scarsi dal futuro casello della “via del Mare”) ha allegato i risultati della campagna di rilievi fatta a luglio dell’anno scorso tra venerdì e lunedì.

Tutti i numeri

I numeri sono netti. Venerdì il transito medio di auto direzione Jesolo immortalato prima del futuro casello di ingresso è pari a circa 800 auto l’ora dalle sette del mattino in poi con andamento crescente nella seconda parte della giornata fino ad un picco serale di 1300 euro l’ora (quelli che il venerdì staccano e corrono al mare). Sabato? Tra le sette e le 9 c’è un immediato picco a quota 1400 auto l’ora (l’esodo), poi i numeri calano causa anche rallentamenti ma rimanendo su circa 1000 passaggi l’ora fino alle 14 e poi calando. Domenica? Picco subito a quota 1400 transiti poi una riduzione più rapida causa il fatto che molti siano già “saliti” sabato. Lunedì, sempre direzione Jesolo, la media è standard sui 700 veicoli ogni ora.

In senso opposto? Venerdì, quando tutti vanno al mare, non si registrano picchi verso Treviso ma flussi moderati. Sabato invece il contro-esodo si spalma fino alle 2 di notte con una media di 800 auto l’ora (anche a mezzanotte). Domenica il rientro è una lunga coda: tra le 17 e le 20 viaggia sempre sopra quota 1200 auto l’ora con picchi a 1400, e resta sopra quota 1100 fino a mezzanotte e oltre. Lunedì mattina, tolto un picco tra le sette e le otto con mille auto di media, la normalità è tra 600 e 700 transiti di media oraria. Solo tra sabato e domenica, tra andata e ritorno, si calcolano circa 43 mila transiti.

La coda rende

Quanto vale la voglia di mare dei trevigiani? Il conto è presto fatto: prendete ad esempio solo il dato comulativo del weekend (sabato domenica); immaginate anche solo 1 euro a pedaggio; moltiplicate tutto. Il risultato sono 40 mila euro di incasso nei due soli giorni di un weekend di esodo estivo. È un calcolo a spanne perché il pedaggio della futura “Treviso mare a pagamento” ancora non si sa, ma intanto rende l’idea. I privati che intendono costruire la “Via del mare” (tra cui, guardacaso, c’è la Sis della Pedemontana) non hanno ancora presentato il project finanziario quantificando il costo delle tratte.

Quel che si sa, ad oggi, è che non c’è alcuna certezza del fatto che una volta arrivati a Jesolo (pagando) le code nel litorale siano solo un brutto ricordo; e che sull’opera sta montando la polemica.

I pro e i contro

La Regione, promotrice dell’intervento, dopo un iter durato anni e dato ormai per dimenticato nei cassetti ora spinge e giustifica l’opera come miglioramento del “sistema di accesso al mare”. I sindaci trevigiani che affacciano sul casello di entrata (Roncade, Silea, San Biagio) lo bollano come «salasso per i trevigiani e opera dannosa per la viabilità secondaria. Mugugna perfino qualche leghista come Paola Roma, sindaco di Ponte di Piave che teme di essere investita dal traffico di quanti non vorranno pagare.

I trevigiani, principali e futuri sponsor del cantiere tremano avendo intuito negli ultimi giorni l’antifona: per andare la mare un domani toccherà pagare o perdersi nella viabilità secondaria. Il che vuol dire rinfrescare le vecchie Triestine, Jesolane, le vie per Musile etc. Si chiedono esenzioni al pedaggio, ma ad oggi sono previste solo per i comuni veneziani e, forse, Roncade.

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