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Conegliano: addio ad Adriano Brino Bet, pioniere delle concessionarie

Ha aperto officine e rivendite Fiat nella Marca, è stato presidente del Lions Club. A lungo consigliere comunale, fu scelto dal Pli nel 1983 come candidato senatore

CONEGLIANO. Brinobet era sinonimo di auto a Conegliano. La città piange Adriano Brino Bet, 88 anni, imprenditore nel settore del commercio automobilistico, titolare dell’omonima concessionaria, mancato nella serata di venerdì.

Aveva rappresentato una figura spicco nelle vendita di veicoli, in particolare del marchio Fiat. L’attività prese avvio con il padre nel 1921 a Susegana. Nel secondo dopoguerra la sede aperta in piazzetta Duca d’Aosta e l’officina in viale Spellanzon.

Tra la fine degli Anni ‘70 e l’inizio degli ‘80 la realizzazione della grande concessionaria lungo la Pontebbana a Susegana. Quasi tutti i coneglianesi e residenti nei paesi limitrofi hanno avuto almeno una Fiat acquistata da Brinobet. Dalle utilitarie come Panda e Uno, alla Ritmo, all’ammiraglia Croma, alle prime versioni della Punto, Brinobet faceva rima con Fiat. Erano state avviate alle sedi del gruppo tra Veneto e Friuli.

I capannoni dell’ex Brinobet a Susegana, dismessi negli anni Duemila, sono ancora in piedi. Si intravede ancora il marchio sulla facciata. Sono destinati a dissolversi definitivamente per fare spazio ad un’area commerciale.

Da molti anni la proprietà è passata ai Fratelli Lando, l’azienda della catena di supermercati ha in progetto e le autorizzazioni per costruire il nuovo iper, con annessi negozi. Rimarranno indelebili la signorilità di Adriano Brino Bet, le sue doti umane, oltre che come imprenditore.

«Era una persona squisita, un vero signore - lo ricorda uno dei suoi dipendenti della concessionaria, Antonio Tovenati - un animo nobile». Brino Bet ha fatto parte del Lions club di Conegliano, di cui è stato presidente tra il 1973 e il 1974. È stato consigliere comunale per diversi mandati in città, nel 1983 fu scelto come candidato senatore tra le fila del Partito Liberale Italiano. Lo ricordano con affetto la moglie Giuliana, i figli Sabina, Marta e Angelo. Lascia sei nipoti, tre pronipoti e altri familiari. Per rispettare le sue volontà non vi sarà un funerale pubblico.

Per chi vorrà dargli un ultimo saluto è stata allestita una camera ardente nell’obitorio dell’ospedale di Conegliano.

Le eventuali offerte raccolte in sua memoria verranno devolute dalla famiglia al Cuamm di Padova.

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