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Giovane stilista suicida: Isabella, tutti i segreti e i misteri di un addio

Gli amici increduli: «Non aveva sperperato i soldi del risarcimento della madre, aveva fatto investimenti». Ha lasciato un biglietto indirizzato al suo avvocato, Isabella: lì forse la risposta alle tante domande che parenti e amici si sono posti dopo che si è tolta la vita, ma ovviamente tutti hanno pensato che all'origine del gesto ci sia stata proprio quell'accusa per la quale era indagata dalla Procura

TREVISO. L'avevano trovata domenica sera senza vita in un appartamento di Villa Manin, in via Cornarotta a Falzè di Trevignano.

L'ultimo saluto a Isabella Bandiera sarà dato oggi alle 14.30 nella chiesa di Ciano del Montello, il paese di cui era originaria. Una scelta tragica, quella della 37enne stilista, che si è tolta la vita poche ore dopo che era diventata di dominio pubblico la notizia che era indagata per peculato relativamente ai soldi nel conto corrente della madre, che si trova in stato vegetativo all’istituto Opere Pie di Pederobba.

Una vicenda tristissima per una donna che aveva un tempo un suo negozio di abbigliamento a Montebelluna, che aveva frequentato il jet set di via Montenapoleone a Milano quando aveva intrapreso la professione di stilista, che aveva gestito un bar a Biadene, che aveva lavorato in una pasticceria.

Quell'accusa di aver prosciugato il conto della madre doveva essere un macigno che non è riuscita a sopportare e l'ha spinta a togliersi la vita. Ha lasciato un biglietto indirizzato al suo avvocato, Isabella: lì forse la risposta alle tante domande che parenti e amici si sono posti dopo che si è tolta la vita, ma ovviamente tutti hanno pensato che all'origine del gesto ci sia stata proprio quell'accusa per la quale era indagata dalla Procura.

«Ma lei non aveva dilapidato alcunchè - dicono alcuni amici - Aveva fatto degli investimenti immobiliari, non aveva sperperato i soldi che la madre aveva ricevuto dall'assicurazione dopo l'incidente stradale che l'aveva ridotta ad uno stato vegetativo».

Nemmeno la retta per il ricovero della madre all’istituto di Pederobba, come qualcuno aveva insinuato, poteva essere un peso. «Essendo la madre in stato vegetativo - precisa infatti il presidente delle Opere Pie, Agostino Vendramin - la retta è a totale carico dell'Ulss e nulla doveva versare la figlia. Ho letto poi che eventuali offerte che saranno fatte al funerale saranno devolute alle Opere Pie. Se così sarà, quei soldi li utilizzeremo esclusivamente per le necessità della madre, non per esigenze dell'istituto».

Isabella Bandiera nella vita aveva avuto tante vicissitudini: soddisfazioni e delusioni nel lavoro, l'incidente al padre che lo aveva costretto a letto per otto mesi, quello successivo alla madre che l'aveva ridotta ad uno stato vegetativo, l'allontanamento da casa che l'aveva portata a vivere a Caerano, a Montebelluna, infine a Falzè di Trevignano, dove si è tolta la vita domenica sera. Una scelta tragica che ha colto di sorpresa chi la conosceva.

«Vedevo nei suoi occhi luce e gioia - ricorda Carlo Brusadin, lo scrittore che l'ha aiutata a scrivere un libro autobiografico qualche mese fa - Ma raccontava la sua vita passata e i suoi progetti futuri in modo sereno e leggero. Quel libro che è stato pubblicato nel dicembre del 2020 non voleva essere assolutamente un testamento. Anzi, ricordo che un giorno mi aveva telefonato tutta entusiasta perchè le chiedevano di scrivere un secondo libro e io le avevo risposto che era meglio attendere... altri trent’anni perchè nel primo aveva parlato dei trenta precedenti. Aveva progetti di vita, progetti per il suo futuro, di lei mi aveva colpito la solarità, non avevo mai percepito una sua fragilità e mai e poi mai avrei pensato che compisse un gesto così estremo».

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