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Caldo e psicosi, raffica di svenimenti: «Bisogna rinfrescare i Vax Point della Marca Trevigiana»

Una trentina di malori ogni giorno, non ancora avviati gli impianti di aria condizionata ad eccezione di quello di Godega

TREVISO. Raffica di svenimenti nei Vax Point della Marca. «All’interno delle strutture fa troppo caldo, non ci sono condizionatori, abbiamo diversi casi di persone che perdono i sensi» testimoniano alcuni degli operatori impegnati nelle profilassi. Nei poli trevigiani si registrano in media una trentina di sincopi ogni giorno, riportano i professionisti in campo, specie nell’ultima settimana con le temperature salite tra i 25° e i 30°.

Il direttore generale dell’Ulss 2 Francesco Benazzi chiarisce che si tratta di «crisi lipotimiche che nulla hanno a che vedere con il caldo ma che insorgono alla vista dell’ago». Tanto da aver diramato fra gli addetti all’iniezione l’invito a insistere affinché i vaccinandi si stendano sul lettino per ricevere la dose.

IL PUNTO

«Una quindicina di malori al mattino e altrettanti nel pomeriggio, questi episodi avvengono soprattutto nelle ore centrali della giornata quando la calura si fa sentire di più» dicono i lavoratori impegnati nella somministrazione del farmaco anti-Covid. Persone che perdono i sensi da sedute, altre mentre camminano. «Nulla di grave sotto il profilo della salute, ma bisogna stare attenti che svenendo non battano la testa. Finora non è mai accaduto, dobbiamo costantemente vigilare» proseguono gli addetti.

Per fronteggiare il problema, tra l’invito a sdraiarsi sul lettino e l’attesa che i centri vaccinali vengano attrezzati di climatizzatori, i team sanitari presenti sul posto sono sempre pronti a intervenire.

«Cerchiamo di controllare l’utenza, per agire subito in caso di malessere» proseguono i camici bianchi. L’azienda sanitaria trevigiana puntualizza che si tratta di casi sporadici e isolati, tutti episodi lipotimici: «Niente di che, qualche momentaneo mancamento di ragazzi per la paura e la tensione della vaccinazione».

Nel frattempo, i volontari in campo ai Vax Point hanno cominciato a distribuire bottigliette d’acqua agli utenti in attesa. Attualmente si viaggia ad una media compresa tra le 8.000 e le 9.000 somministrazioni giornaliere con porte e finestre aperte per creare un po’ di corrente d’aria.

SOLUZIONI AL VAGLIO

In questi giorni i tecnici dell’Ulss insieme ai colleghi dei Comuni ospitanti stanno procedendo alla ricognizione dei centri vaccinali per studiare le migliori soluzioni per rinfrescarli durante il periodo estivo. Al palasport di Ponte di Piave, così come a Riese Pio X, l’impianto di climatizzazione è in fase di messa a punto, nel frattempo, per ovviare, si tengono le porte spalancate per far circolare l’aria. Anche all’ex Maber a Castrette di Villorba, il punto vaccinale più grande della provincia, si studia il potenziamento del sistema di aereazione che porti un po’ di refrigerio ai 3.500 vaccinandi quotidianamente in attesa. «Godega è già raffrescata bene» conclude Benazzi «prima che arrivi il caldo sistemeremo tutte le strutture».  

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