Via del Mare, il fronte dei sindaci trevigiani: “No ai pedaggi”

Torna in auge l’ipotesi della superstrada da Meolo a Jesolo, ma non piace ai sindaci dei comuni trevigiani coinvolti. Levata di scudi da Roncade, Silea, Monastier e San Biagio, solo la Provincia plaude al progetto della Regione. 

TREVISO. I sindaci dei comuni trevigiani alzano le barricate contro il progetto della “ via del mare” e soprattutto contro l’idea di introdurre un pedaggio per chi è diretto verso il litorale veneziano. Non si fa in tempo a gioire per l’ok, mercoledì scorso, 9 giugno, da parte della commissione provinciale Via, al progetto della tanto attesa rotonda di Vallio, depositato da Veneto Strade un mese fa, che per l’asse di collegamento tra Treviso e Jesolo si è già riaperto uno dei capitoli più controversi.

Il tema della “Superstrada Meolo-Jesolo” era rimasto dormiente, o quasi, per una decina d’anni. Alla messa in sicurezza di uno dei tratti più pericolosi della strada regionale 89, intervento da 3,6 milioni di euro previsto prima del casello di Meolo, fa ora da contrappunto l’improvviso “risveglio” dell’iter amministrativo legato alla via del Mare.

La superstrada faceva parte della visione Galan-Chisso dello scenario infrastrutturale veneto, in pendant con il Passante di Mestre, la Pedemontana, la Romea Commerciale, la Nogara Mare e molte altre. La procedura era “inceppata”, la Giunta regionale ha approvato martedì scorso un provvedimento per portare a termine la fase di aggiudicazione. Le buste potrebbero essere aperte entro agosto. Ma si riaprono da subito le polemiche.

I sindaci più direttamente coinvolti sul versante trevigiano sono molto critici. “Siamo sempre stati contrari a una strada a pagamento per i veneti” commenta la sindaca di Roncade Pieranna Zottarelli “si sposta semplicemente il problema a valle. La Treviso-Mare va messa in sicurezza e questo è un dato di fatto, così come comprendiamo la necessità di completare la procedura amministrativa e aprire le buste dei privati.”

“Ma bisogna anche ricordare” aggiunge Zottarelli “che il territorio ha già messo disposizione una strada: l’attuale Treviso-Mare è già stata realizzata e pagata da tutti i cittadini veneti. Inoltre” chiude “non dimentichiamoci del traffico pendolare, non esistono solo i turisti, questi utenti sceglieranno di non pagare e si riverseranno su strade provinciali e comunali”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche la collega di Monastier, Paola Moro: “Non vogliamo perdere una strada pubblica che ci riporterà alla stessa situazione di 40 anni fa. In questi 10 anni in cui l’iter è rimasto in sospeso, si potevano realizzare opere importanti per fluidificare il traffico alle porte di Jesolo: se non si risolvono lì i problemi, convogliare il traffico dentro una nuova strada a pedaggio, non sarà un fatto risolutivo. Anzi. È difficile da digerire che una strada pubblica pagata con le risorse dei cittadini, diventi a pedaggio. Pretendere l’esenzione, per chi risiede e lavora in questi territori mi pare il minimo”.

In aggiunta a queste argomentazioni la sindaca di Silea, Rossella Cendron, fa notare anche l’impatto di eventuali nuovi insediamenti logistici: “La Treviso mare non è una strada utilizzata solo dai villeggianti in estate”, sottolinea, “è molto trafficata tutto l’anno, da altre categorie, e si appresta anche a diventare un’arteria strategica sul fronte della logistica”.

“La via del mare in questo contesto, oggi, rischia di essere un disastro. Pende come una spada di Damocle sul nostro futuro, e questo vale molto anche per Silea, comune che è già stato definito da alcune analisi del traffico come zona congestionata e che è già interessato dai flussi verso il casello dell’A27. Verranno tutti a prendere l’autostrada qui, anche perché sarà una porta naturale verso la pedemontana. Oggi serve fare di più, non basta recuperare vecchi progetti: quest’opera rischia di compromettere una situazione già molto difficile. Serve un piano del traffico complessivo, una regia regionale. In accordo con gli altri comuni chiederemo un incontro urgente, perché vogliamo rassicurazioni”.

Incolonnamento verso il mare. Foto di Dino Tommasella 

Critico sugli stessi fronti anche il sindaco di San Biagio di Callalta, Alberto Cappelletto: “Che la via del Mare sia necessaria è un dato da tempo assodato. Quello su cui noi amministratori intendiamo discutere, facendoci portavoce del pensiero della stragrande maggioranza dei cittadini, è perché un’opera di privati il cui tracciato insiste su una strada già realizzata e pagata con le imposte pubbliche debba essere finanziata facendo pagare il pedaggio. La Regione, e in primis il presidente Zaia, devono farsi carico di trovare una soluzione che sia coerente con il “prima i veneti”, che non vuol dire, penso, che noi veniamo prima soltanto quando c’è da pagare, in questo caso addirittura due volte. L’opera va fatta, ma deve essere mitigata con le opportune opere che non compromettano la vivibilità dei territori interessati dal passaggio”.

La ripresa del progetto è invece una buona notizia per il presidente della provincia Stefano Marcon: “Viabilità sicura, il facile accesso dei turisti al litorale e l’investimento in opere pubbliche non possono che renderci felici” commenta “Ecco perché plaudo al progetto, un’opera attesa da anni”. Marcon si dice anche fiducioso sull’esenzione dei residenti dal pagamento del pedaggio, finora però pare interessare solo quelli della provincia di Venezia. Anche questa, dunque, è una partita ancora tutta da scrivere.

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