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Marijuana nel terrazzo, ma si difende: «è per uso personale» e viene assolto

Seppur assolto, l’uomo sarà comunque segnalato all’autorità prefettizia come consumatore di stupefacenti, con tutte le conseguenze del caso

CASTELFRANCO. Aveva allestito una sorta di “autoproduzione” di marijuana nella terrazza di casa: ma i quattro vasi dove la cannabis cresceva rigogliosa non erano sfuggiti all’occhio lungo dell’elicottero dei carabinieri, cosa che ha fatto scattare un controllo sul posto. E per un 42enne di Castelfranco (con precedenti) era scattato l’arresto, anche perchè in casa erano stati trovati in un vasetto 52 grammi di marijuana, frutto di un precedente raccolto.

Tutto questo era accaduto un anno fa, ma ieri il tribunale di Treviso ha assolto il 42enne dall’accusa di coltivazione e detenzione di marijuana ad uso di spaccio. Il procedimento, in cui l’imputato era difeso dall’avvocato castellano Simone Guglielmin, ha infatti deciso di prendere atto di un recente pronunciamento della Corte di Cassazione che a sezioni riunite ha stabilito che non vi è reato nel caso in cui la coltivazione è “domestica e di modesta portata, destinata ad uso personale e condotta con metodi rudimentali”.

Tutte caratteristiche che sono state riscontrate nel caso del 42enne che appunto deteneva non una piantagione ma solo quattro piantine, e non in una serra approntata allo scopo, ma in terrazzo per poter cogliere le condizioni meteo ideali che si presentavano in quei giorni, ovvero caldo ed elevata umidità.

E poiché anche i 52 grammi trovati in casa appartenevano alla stessa coltivazione, ne è scaturito il sillogismo che se era lecita la pianta, era lecito anche il… frutto. Seppur assolto, l’uomo sarà comunque segnalato all’autorità prefettizia come consumatore di stupefacenti, con tutte le conseguenze del caso.

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