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Fatture false, imprenditori e commercialista trevigiani davanti al gup del tribunale, ecco chi sono

Tutto è nato da un’indagine della procura sull’emissione di fatture false finalizzata all’evasione fiscale

ODERZO. È di tre patteggiamenti, due rinvii a giudizio e un proscioglimento il bilancio di un’udienza preliminare, tenutasi giovedì in tribunale a Treviso, davanti al giudice Gianluigi Zulian, che ha origine da un’indagine della procura sull’emissione di fatture false finalizzata all’evasione fiscale. Coinvolti, nel procedimento, un noto commercialista e diversi imprenditori.

Il meccanismo faceva perno su due personaggi, già finiti nel mirino di recente della procura per una vicenda simile. Si tratta del commercialista opitergino Luigi Marcuzzo, 71 anni (difeso dagli avvocati Fabio Crea e Laura Tronchin) e dell’imprenditore Tommaso Ernesto Pizzo, 55 anni di Scorzè, la cui posizione era già stata stralciata (per lui il processo inizia a luglio 2022). Pizzo, come titolare delle ditte Fer Consulting e Plat Engineering, e Marcuzzo, come suo consulente fiscale, avrebbero escogitato il meccanismo di emissione di fatture per operazioni inesistenti a favore di una serie di altre ditte per evadere il fisco, indicando in contabilità “elementi passivi fittizi”.

Nel meccanismo sono così finiti una serie di altri imprenditori. Come per esempio Stefano Nespolo, 53 anni di Mansuè (difeso dagli avvocati Mauro Zalla e Andrea Gritti) che giovedì ha patteggiato 5 mesi di reclusione sostituiti con una multa da 37.500 euro (pena sospesa), chiamato in causa come titolare della Meccanica Ennesse; Angelo Brunetta, 55 anni di Mansuè (avvocati Loris Tosi e Valentina Sartori), titolare dell’omonima ditta individuale di Mansuè, che ha patteggiato 8 mesi di reclusione (pena sospesa); Luca Geromel, 47 anni di Roncade (avvocati Guido Sartorato e Stefania Piovesan), titolare dell’omonima ditta individuale di Monastier, che ha patteggiato 8 mesi (pena sospesa).

Due imputati hanno invece scelto di affrontare il pubblico dibattimento e sono il commercialista Marcuzzo e l’imprenditore Iulian Marian Mereuta, 38 anni di Ponte di Piave. Per entrambi rinvio a giudizio con processo davanti al giudice Leonardo Bianco fissato per luglio 2022. Sentenza di non luogo a procedere per un’imprenditrice opitergina, già coinvolta in un altro procedimento simile con Pizzo e Marcuzzo, in quanto deceduta.

Pizzo, che per più di vent’anni ha vissuto a Zero Branco, oltre ad essere finito di recente in un’inchiesta della Dda di Venezia che ha coinvolto anche il clan dei Casalesi, è noto per aver piazzato, nel giugno 2014, un falso pacco bomba in tribunale a Treviso, il giorno in cui la sua casa doveva andare all’asta.

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