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Carenza di personale, le Rsa trevigiane a Draghi: «Siamo vicine al collasso»

Uripa al premier: pochi professionisti, servizi in pericolo. Michielon (Israa): «Siamo preoccupati per i prossimi mesi»

TREVISOUn appello accorato rivolto al presidente Mario Draghi e un’interrogazione scritta al ministro della Salute Roberto Speranza. Si leva dalla Marca Trevigiana il grido di allarme delle Rsa alle prese con una preoccupante carenza di personale che rischia di far collassare il sistema dell’assistenza all’anziano.

Oltre 5mila ospiti seguiti in 54 strutture trevigiane, ma nella squadra di infermieri che si prende cura di loro mancano all’appello 200 professionisti. Il tutto in un contesto di invecchiamento della popolazione che porterà, nel 2050, ad avere un trevigiano su tre con più di 65 anni.

LA LETTERA AL PREMIER «La pandemia ha prepotentemente messo in luce le criticità in cui versano i poli residenziali per persone anziane non autosufficienti» sottolinea Roberto Volpe, presidente dell’Unione Istituti Per Anziani del Veneto (Uripa). Una situazione che caratterizza l’intera regione e che fa intravedere nuove nubi all’orizzonte.

«Nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) si prevede la rivisitazione delle Rsa fino a ipotizzarne la parziale chiusura a favore di servizi alternativi, quasi esclusivi, quali l’assistenza domiciliare o la creazione di appartamenti autonomi attrezzati per anziani con disabilità» sottolinea il presidente Volpe, rivolgendosi direttamente al premier. un infermiere per 11 L’Uripa invoca la condivisione delle scelte e una cura d’urto per alleviare la penuria di personale infermieristico, arrivata a contare in provincia di Treviso un infermiere ogni 11 pazienti, ben lontani dal parametro ottimale di un infermiere ogni 6 pazienti.

«Serve un Piano Marshall di assunzioni che preveda l’inserimento di infermieri e geriatri nelle Rsa, abbreviando, laddove possibile, i percorsi universitari per favorire l’ingresso nel mondo del lavoro» suggerisce il numero uno dell’Uripa.

L’INTERROGAZIONE AL MINISTRO La stessa Uripa ha ragionato anche sull’opportunità o meno di mantenere il numero chiuso in molti atenei. La difficoltà di trovare personale è anche l’oggetto dell’interrogazione scritta inviata nelle scorse ore al ministro della Salute Roberto Speranza che vede come primo firmatario l’onorevole trevigiano Giuseppe Paolin (Lega). In testa alla missiva viene citato l’Israa di Treviso, la più grande Ipab del Veneto con 80 infermieri e 810 ospiti, per testimoniare i timori rispetto al futuro.

«La disponibilità di personale assistenziale potrebbe diventare un problema. Per ora siamo ancora nella norma, ma siamo preoccupati per quanto accadrà nei prossimi mesi» conferma Mauro Michielon, presidente dell’Israa. le richieste Nell’interrogazione al ministro si fa riferimento anche alla possibilità di assumere personale sanitario non appartenente all’Unione Europea in modo da potenziare l’offerta di professionisti, e vengono chieste spiegazioni pure in merito alle iniziative legislative per sanare la carenza di infermieri. Resta il dubbio, inoltre, su quanti anni ci vorranno per colmare il divario tra domanda e offerta. —

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