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Nelle case di riposo trevigiane mancano duecento infermieri

Un’addetta di una struttura per anziani (in epoca pre Covid): sono 5 mila gli ospiti delle Rsa trevigiane

«Un Piano Marshall per le assunzioni». Sos di Uripa, serviranno almeno sette anni per colmare il gap. L’Ordine: in media 11 pazienti per ogni addetto anziché 6

TREVISO. Nella partita della sanità post-Covid non si può non considerare lo stato malconcio in cui versano le 54 case di riposo della Marca. «Non abbiamo personale per sviluppare i servizi» denuncia Roberto Volpe, presidente dell’Unione Istituti Per Anziani del Veneto (Uripa). Le criticità sono presto dette, nelle case di riposo trevigiane sono accolti oltre 5.000 ospiti, servirebbero 500 infermieri, ne mancano all’appello almeno 200, stima l’Uripa.

LA RICHIESTA

«Serve un Piano Marshall sulla formazione del personale e sulle assunzioni» invoca Volpe. Una politica massiva del lavoro da mettere in cantiere con urgenza, prima di pensare a come implementare le infrastrutture territoriali. Aspetto, quest’ultimo, che la riforma pensata dal ministero della Salute declina per la nostra provincia nella creazione di 40 Case di Comunità con aggregazioni di medici di base, infermieri e amministrativi, nonché il raddoppio dei 4 ospedali di comunità per assistere i pazienti che dopo il ricovero acuto non sono in grado di rientrare al domicilio.

FORMAZIONE “LAMPO”

«Si possono fare tanti programmi, ma poi ci si scontra con la realtà» aggiunge il numero uno dell’Uripa, «la non autosufficienza, che in futuro sarà aggravata dall’invecchiamento della popolazione, pensioni sempre più magre e famiglie sempre più disgregate, ha bisogno di personale capace e sufficiente per garantire l’assistenza». Già oggi, con le carenze di operatori segnalate dalle Rsa, il gap potrà essere colmato entro sette anni, e solo se si interverrà subito investendo nella formazione di personale “a tema”: infermieri e medici geriatri in primis.

SEMPRE PIU’ ANZIANI

«Bisogna inoltre pensare a delle figure assistenziali intermedie, da formare attraverso percorsi universitari accelerati. Solo così avremo la benzina per andare avanti» suggerisce Volpe. Da ripristinare è anche la cultura geriatrica, andata via via perdendosi. Eppure è proprio da lì che occorrerebbe ripartire visto che nella Marca gli over 65 lieviteranno da 195mila a 250 mila entro il 2050, con un inesorabile incremento di bisogni.

GLI INTERVENTI DA POTENZIARE

Dagli interventi di cataratta a quelli per la frattura del femore, alle prestazioni di Urologia destinate al 10% di trevigiani che soffrono di incontinenza (oggi pari a 88.900 utenti). I ricoveri ospedalieri sono in calo, ma aumentano i giorni di degenza dei pazienti (in media 8,4), sempre più sovente ci si imbatte in malati che non possono essere dimessi per mancanza di rete familiare. Da tenere in considerazione anche il Pronto soccorso, dove ogni anno si riversano circa 300.000 trevigiani di cui la metà sono codici bianchi che dovrebbero trovare risposta nella medicina di quartiere.

UN ADDETTO OGNI 11 PAZIENTI

Con uno sguardo che si allarga al territorio Samanta Grossi, presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche (Opi) di Treviso, sottolinea la necessità di rafforzare la presenza infermieristica in tutte le strutture che erogano assistenza: dagli ospedali, alle Rsa, passando per i distretti socio sanitari che garantiscono l’assistenza domiciliare integrata (Adi). Impietoso è anche il rapporto tra infermieri e pazienti. «In Veneto ogni infermiere segue in media 11 pazienti, a fronte di una media ottimale che è di 6 pazienti» ricorda Grossi, e la stessa proporzione è mantenuta per la provincia di Treviso. Tra i 5.500 iscritti all’ente ordinistico ogni anno entrano 110 neolaureati. «Non bastano neanche per il turnover, bisogna aumentare il numero dei corsisti». Almeno raddoppiarli, a maggior ragione in vista della nascita di una nuova figura: l’infermiere di famiglia, incaricato di fare da cerniera tra la popolazione e le politiche di prevenzione. Nella Marca ne sono previsti 140, otto ogni 50.000 abitanti.

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